Ludovica Zurzolo

Fino al 27 settembre 2026, la Sinagoga di Ostia antica (Rm) torna a ospitare ‘Arte in memoria’, la rassegna internazionale di arte contemporanea curata da Adachiara Zevi e giunta alla sua XII edizione. Un appuntamento ormai centrale nel panorama culturale italiano, capace di intrecciare archeologia, memoria storica e ricerca artistica contemporanea in uno dei luoghi più simbolici del Mediterraneo. La mostra si svolge all’interno della Sinagoga di Ostia, considerata la più antica sinagoga dell'occidente, risalente al II-III secolo d. C., nel cuore del Parco archeologico di Ostia antica. Qui, ogni edizione invita artisti internazionali a realizzare opere 'site specific', pensate per dialogare con le rovine e con la stratificazione storica del luogo. Le protagoniste di quest’anno sono l’artista israeliana, Ella Littwitz, nata nel 1982, con il progetto 'For they have seen (y)our nakedness' e l’artista polacca, Natalia Romik, classe 1983, che presenta 'Flickering architecture'. Due lavori che affrontano il rapporto tra memoria, identità culturale e tracce della distruzione, in un momento storico segnato da conflitti e nuove fratture geopolitiche. Non è casuale che questa edizione assuma un valore particolarmente politico e simbolico. “Di fronte al dilagare di guerre, violenza e sopraffazioni", sottolinea la curatrice, Adachiara Zevi, "la mostra vuole riaffermare il dialogo e la convivenza come unico antidoto a un mondo uscito di senno”. La scelta di affidare il progetto a un’artista israeliana e a una polacca riflette proprio la volontà di mantenere aperto uno spazio culturale di confronto, evitando che la memoria si riduca a semplice commemorazione. Anche il direttore del Parco archeologico di Ostia antica, Alessandro D’Alessio, insiste sul ruolo culturale del sito: “Ostia è da sempre un luogo di incontro e integrazione fra culture e tale intende restare”. Una dichiarazione che trasforma il sito archeologico in qualcosa di più di uno spazio espositivo: un laboratorio civile, dove il passato continua a interrogare il presente. Il progetto 'Arte in memoria' nasce, infatti, da una riflessione precisa: la contemporaneità è insieme ossessionata dalla memoria e attraversata da un costante rischio di rimozione. Guerre, persecuzioni, migrazioni e distruzioni entrano rapidamente nel flusso continuo delle immagini e delle notizie, fino a perdere spesso profondità storica ed emotiva. L’arte contemporanea interviene allora come strumento capace di rallentare lo sguardo e restituire complessità. Nel corso delle precedenti undici edizioni, la rassegna ha coinvolto alcuni tra i più importanti artisti internazionali, da Sol LeWitt a Michael Rakowitz, da Liliana Moro a Francesco Arena, lasciando nel sito opere permanenti, che dialogano con l’architettura archeologica. Un patrimonio contemporaneo che cresce nel tempo e che rende 'Arte in memoria' un’esperienza unica nel panorama europeo. La mostra è promossa dal ministero della Cultura e dal Parco archeologico di Ostia antica, con il sostegno dell’Istituto polacco di Roma e del Wissenschaftskolleg di Berlino. L’inaugurazione è avvenuta domenica 24 maggio alle ore 11. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione del discorso pubblico, 'Arte in memoria' prova ancora una volta a fare della memoria non un esercizio rituale, ma uno spazio attivo di confronto con il presente.

Info Mostra
Sede: Parco archeologico di Ostia antica, Sinagoga, Viale dei Romagnoli 717, Ostia antica-Roma
Inaugurazione: domenica 24 maggio 2026, ore 11.00
Durata mostra: 24 maggio – 27 settembre 2026
Orario ingresso: dal martedì alla domenica dalle ore 8.30; lunedì chiuso
Orario uscita: ultimo ingresso alle ore 18.00 con uscita ore 19.00
Informazioni: Parco archeologico di Ostia antica, pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it


Lascia il tuo commento

Nessun commento presente in archivio