Ludovica Zurzolo

Le ondate di caldo che stanno investendo l'Italia non rendono difficile la vita soltanto agli anziani. Anche bambini e neonati sono particolarmente esposti agli effetti delle temperature elevate, soprattutto se vivono o trascorrono gran parte dell'estate nelle grandi città, dove il fenomeno delle cosiddette 'isole di calore urbane' può far percepire temperature ancora più alte rispetto alle aree verdi o rurali. I contesti urbani, infatti, trattengono il calore accumulato durante il giorno: asfalto, cemento, edifici e superfici impermeabili assorbono l'energia solare e la rilasciano lentamente nelle ore serali, mentre il traffico, gli impianti di climatizzazione e la scarsa presenza di alberi contribuiscono ad aumentare ulteriormente le temperature. Nelle giornate più torride, l'asfalto esposto direttamente al sole può raggiungere anche i 60-80 gradi centigradi, trasformando molte aree delle nostre metropoli in vere e proprie 'trappole di calore'. Queste condizioni rappresentano un rischio concreto per la salute dei più piccoli. A differenza degli adulti, infatti, i bambini regolano meno efficacemente la temperatura corporea: sudano meno, disperdono il calore con maggiore difficoltà e, soprattutto nei primi anni di vita, dispongono di riserve idriche che si esauriscono rapidamente. Bastano, quindi, poche ore di esposizione al caldo intenso o una banale gastroenterite per favorire una disidratazione importante. Gli effetti sono visibili anche negli ospedali: secondo i dati diffusi dall'Ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma, durante i mesi estivi, il 25% dei casi - circa un accesso su quattro - che si presentano al Pronto soccorso sono direttamente o indirettamente collegati alle alte temperature. Per il 5% si tratta di colpi di calore, svenimenti o fenomeni di disidratazione causati direttamente dal caldo; per il restante 20%, invece, le temperature elevate aggravano patologie già presenti, come febbre, vomito e diarrea, oppure complicano le condizioni di bambini affetti da malattie croniche, tra cui cardiopatie, diabete, patologie oncologiche e altre situazioni di particolare fragilità. “I bambini non sono piccoli adulti”, avverte il professor Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa di Pediatria generale, Malattie infettive e Dea di II livello dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, “il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea. Questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore.  Per questo”, aggiunge lo specialista, “riconoscere precocemente i segnali della disidratazione e intervenire subito è fondamentale per evitare conseguenze più gravi”. La disidratazione può comparire rapidamente soprattutto nei lattanti e nei bambini più piccoli. Tra i sintomi più frequenti ci sono: bocca asciutta, urine scarse e molto concentrate, stanchezza insolita, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi muscolari e, nei casi più severi, svenimenti. Nei neonati, anche una riduzione del numero di pannolini bagnati può rappresentare un importante campanello d'allarme. Se il bambino appare molto confuso, perde conoscenza, ha convulsioni, difficoltà respiratorie o non riesce a bere, è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto soccorso. La prevenzione resta l'arma più efficace: gli specialisti raccomandano di far bere frequentemente acqua ai bambini, anche quando non manifestano sete, limitare i giochi e le attività sportive nelle ore più calde della giornata - indicativamente quelle tra le 11 e le 17 - e scegliere abiti leggeri, chiari e realizzati con tessuti traspiranti come cotone o lino. E’ importante anche mantenere gli ambienti domestici freschi e ben ventilati, utilizzare con buon senso ventilatori o condizionatori evitando sbalzi termici e privilegiare un'alimentazione ricca di frutta e verdura, che aiutano a reintegrare liquidi e sali minerali. Quando si esce, non dovrebbero mai mancare cappellino, crema solare e soste frequenti in zone d'ombra. Particolare attenzione va riservata ai bambini con malattie croniche e ai neonati, che rappresentano le categorie più vulnerabili agli effetti delle alte temperature. Con estati sempre più calde e ondate di calore sempre più frequenti, proteggere i più piccoli non significa soltanto evitare il disagio di qualche giornata afosa, ma prevenire situazioni che possono diventare rapidamente un'emergenza sanitaria che, nella maggior parte dei casi, potrebbero essere evitate con semplici accorgimenti quotidiani.
 

 


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