Maria Chiara D'Apote

Chi si lascia scandalizzare dalla mentalità infantile e vittimista espressa quotidianamente da Donald Trump, dovrebbe comprendere come il cinema americano abbia sempre esaltato, in realtà, alcuni aspetti di spettacolarizzazione teatrale. La critica a un certo tipo di capitalismo sfrenato, a un materialismo privo di coscienza storica e al controllo esercitato dai grandi potentati economici sulla vita dei cittadini è sempre stata presente e ha un solo e unico 'capostipite': Stanley Kubrik. La sua collaborazione con Garrett Brown, inventore della 'steadycam', fu un connubio geniale. Negli anni ‘70 del secolo scorso, grazie a questa invenzione, i registi poterono esprimere il loro stile in modo innovativo, generando effetti percettivi diversi. Al contempo, gli operatori poterono svincolarsi dal classico posizionamento della macchina da presa, trasferendola in spalla e lasciando il corpo libero di muoversi nello spazio di ripresa. Nel film 'Shining', per esempio, durante la sequenza in cui alla madre e al bambino vengono illustrate le stanze dell’Overlook Hotel, la macchina da presa  non è su un carrello con rotaie, ma è girata 'a spalla'. L’inquadratura esprime perfettamente la sensazione di una presenza nascosta, che aleggia e spia gli ospiti: un movimento a precedere molto più fluido. Garrett Brown utilizzò la 'steadycam' sia nella famosa e inquietante corsa attraverso il labirinto di neve (quella in cui Jack Nicholson vuole uccidere il figlio Daniel, ndr), dando allo spettatore la sensazione di essere al posto dell’inseguitore, sia nella lunga sequenza a seguire del bambino sul triciclo. In quest’ultimo caso, il regista Kubrick fece mettere l’operatore seduto su una sorta di sedia a rotelle, in un movimento a tutta velocità: chi potrà mai dimenticare quella magnifica scena? Un momento epico della cinematografia contemporanea, visto che la 'steadycam' verrà poi utilizzata da molti registi a venire. La telecamera come 'occhio di Polifemo' o arma nascosta, sempre in grado di riprendere una 'notitia criminis' al fine di denunciare falsità e ingiustizie sociali.
 


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