
Per anni, abbiamo pensato che dimagrire fosse un semplice calcolo matematico: mangi meno, ti muovi di più e il peso scende. Oggi, la scienza ci dice che non è così semplice: per dimagrire non basta muoversi e produrre deficit calorico, ma si deve provocare una vera e propria trasformazione biologica. Non conta solo quanto si pesa, ma come funziona il corpo: come gestisce gli zuccheri, quanta infiammazione c’è e la massa muscolare. L'infiammazione silente, oggi, è il vero male del secolo. E’ nascosta, non si vede, ma negli ultimi studi scientifici, i medici più aggiornati riescono, attraverso delle analisi, a individuarla subito. Se il corpo è infiammato a causa di una cattiva alimentazione, per stress o sedentarietà, esso si pone in 'modalità difesa'. In questo stato, l'organismo fatica a bruciare i grassi e tende, invece, a conservarli. L'errore comune: prendere una persona che non si allena da tempo, magari stressata e infiammata e costringerla a sessioni massacranti di 'spinning' o di corsa intensa. Cioè: ucciderla di allenamenti. E cosa succede? Invece di attivare il metabolismo, si aggiunge stress a un sistema già in crisi. Con il risultato di produtte più cortisolo (l'ormone dello stress) e bloccare il metabolismo. C’è, tuttavia, una soluzione: prima di correre o di fare attività 'pesante' bisogna 'riparare’ il motore'. Si parte con la forza, la respirazione e il movimento di qualità: prima si guarisce l’infiammazione, poi si spinge sull'acceleratore. L’insulina è la 'chiave' per bruciare i grassi? Gli ultimi studi parlano proprio di questo: della sensibilità insulinica. Ovvero, la capacità del corpo di gestire gli zuccheri. Se si risponde bene all'insulina, si possono trasformare i carboidrati in energia e bruciare i grassi, persino quando si è a riposo; ma se si risponde male, si accumula grasso addominale e si ha sempre fame. Gli studi più recenti confermano che l'attività aerobica fa bene, ma è l'allenamento con i pesi (il resistance training, ndr) a fare la vera differenza. I muscoli non servono solo per motivi estetici: un muscolo allenato è un organo attivo che 'mangia' gli zuccheri e mantiene sano il metabolismo. Ma c’è un altra rivoluzione: la 'pazienza della biologia' e, cioé, il tempo. Il nostro corpo non cambia in un giorno e, per migliorare la gestione degli zuccheri, quattro settimane di attività non bastano. Ne servono almeno otto di stimolo costante. Il dimagrimento di qualità non è quello che fa perdere 5 chili in una settimana sulla bilancia, spesso perdendo muscoli e acqua: il vero successo è perdere grasso proteggendo i muscoli. Solamente così il peso perso non tornerà indietro con gli interessi.