Virginia Imbriani

Dopo sei  anni da ‘Tolo Tolo’, il buon Checco Zalone torna a far parlare di sé con un nuovo record di incassi durante le festività natalizie. ‘Buen Camino’, il suo nuovo film uscito nelle sale proprio il giorno di Natale e diretto dal suo regista storico, Gennaro Nunziante, mescola satira sociale e viaggio spirituale senza mai rinunciare a quell'ironia che lo ha reso famoso. Zalone, questa volta, interpreta un ricco milionario produttore di divani pugliesi. La storia racconta della vita del personaggio ricco e viziato, pronto a comprare con i soldi tutto e tutti, mentre invece si ritrova a percorrere, per  inseguire figlia adolescente in fuga, il ‘Cammino di Santiago’ nel suo modo assurdo e bizzarro. Il cuore del film è lo scontro tra il narcisismo del protagonista e la semplicità estrema dei pellegrini. Zalone mette in risalto la vita opulenta, regalandoci 'gag' sulla fatica fisica e in merito alle scelte di frugalità.  Ma in questa pellicola, il regista ha voluto evidenziare uno Zalone ancora più 'spinto', toccando tutti i temi di oggi: dal rapporto genitoriale alla malattia, dalle Torri Gemelle a Gaza, dall’omofobia alla cristianità. Tuttavia, c’è una maturità nuova: se in passato il suo personaggio era la vittima ignorante della società, oggi si presenta più forte, consapevole e inaspettato. Insomma, ‘Buen Camino’ ci spiega che la nostra epoca è sempre più ‘fittizia’, dominata dall’apparenza. Quindi, questo suo lavoro non è soltanto un film comico, ma un qualcosa di più profondo, abbozzando una critica alla società, ma in modo ironico, facendo emergere anche un pizzico di malinconia. Ma alla fine, siamo veramente tutti così immersi nell’epoca dell’apparire?


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