
Due bambine, due modi opposti, ma complementari, di raccontare la realtà: Mafalda e Pimpa. Fino all’11 luglio, a Roma, nel cuore di Piazza Navona, presso la Sala 'Dalì' dell’Istituto Cervantes, si è aperta una mostra inedita, che mette in dialogo le opere dei loro creatori: Quino e Francesco Tullio Altan. Promossa da Arf! Festival e dallo stesso Istituto Cervantes, l’esposizione 'Mafalda & La Pimpa' rappresenta un incontro mai avvenuto prima: da un lato, le celebri 'strip' della bambina argentina in versione Artist’s Edition; dall’altro, le tavole originali della cagnolina a pois più famosa del fumetto italiano. Un dialogo che attraversa generazioni, linguaggi e sensibilità. Il filo conduttore della mostra è racchiuso in un’idea semplice, ma potente: parlare ai bambini per parlare agli adulti. Due personaggi nati in contesti lontani si confrontano così sul terreno comune dell’infanzia, non 'spazio ingenuo', ma punto di osservazione privilegiato sulla realtà. Mafalda, con i suoi capelli neri e il suo sguardo disincantato, continua a interrogare il mondo adulto con domande che restano attuali: guerra, ingiustizie, autorità e futuro. Il suo è un pensiero critico che non concede 'scorciatoie', capace di smascherare le contraddizioni della società anche nei gesti più quotidiani. Come il celebre rifiuto della minestra, diventato simbolo di ribellione e autonomia. Di segno diverso, ma non meno incisivo, è l’universo della Pimpa. Nel mondo immaginato da Altan, la realtà è un luogo di scoperta e relazione, dove anche l’ignoto non spaventa, bensì incuriosisce. Accanto alla figura rassicurante di Armando, la piccola Pimpa vive avventure fatte di gioco, trasformazioni e meraviglia, offrendo un racconto dell’infanzia fondato sulla fiducia e sull’apertura. Nasce un confronto tra due modalità di essere: da una parte, l’inquietudine e le domande senza risposta; dall’altra, la narrazione che accoglie e rassicura. Due modi diversi di usare la semplicità come strumento di verità. “Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole della Pimpa ha una doppia valenza”, ci ha spiegato il co-curatore, Daniele Bonomo: “da una parte, ripercorrere la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra, rivivere più di cinquant’anni della nostra storia attraverso gli sguardi e i segni di due grandi maestri”. A inaugurare la mostra, lo scorso 14 maggio 2026, è stato lo stesso Altan, protagonista di un incontro con il pubblico, seguito da una sessione di firmacopie. Si è trattato di un’occasione per avvicinare lettori di tutte le età a un autore che, oltre ai personaggi per l’infanzia, ha segnato la satira italiana con figure come Cipputi. L’esposizione si inserisce nella dodicesima edizione di Arf! Festival e rinnova la collaborazione con l’Istituto Cervantes, consolidando Roma come uno dei centri più vivaci per la cultura del fumetto. In un tempo in cui il linguaggio visivo acquista sempre più rilievo, Mafalda e Pimpa dimostrano come il fumetto possa ancora essere uno strumento potente per leggere il presente. E lo fanno con la leggerezza e la profondità dell’infanzia, parlando a lettori di ogni età: bambini, genitori e nonni. Perché, a ben vedere, crescere non significa smettere di farsi domande, ma trovare nuovi modi per ascoltarle.