
Si sta ormai delineando l'ennesima riforma della legge elettorale: un ammennicolo inutile per la collettività, come tutte le altre precedenti. Il Partito democratico spara a 'palle incatenate' soprattutto contro l'indicazione del premier sulla scheda, che considera una forma di premierato mascherato e contro il premio di maggioranza del 55%, che dice essere uno strumento contro la democrazia a danno delle minoranze. Osservazioni entrambe condivisibili, ma il Pd non può permettersi di sostenerle. Non può permetterselo, perché la tanto deprecata indicazione del premier sulla scheda era nel programma elettorale del 1996 di Romano Prodi e perché in Toscana, il Pd governa, anzi 'regna' tranquillo, con una legge elettorale che gli ha consegnato un premio di maggioranza del 60%. Come scriveva Eugenio Scalfari: "La coerenza è la qualità degli imbecilli".