Lucilla Corioni

Dal 24 aprile scorso, il grande Michael Jackson rivive tra note, immagini e memoria. L’anima di un mito torna nel nuovo progetto: 'Songs from the motion picture', dove passato e presente si sfiorano come in una danza senza tempo. C’è qualcosa di profondamente romantico nel modo in cui Michael Jackson continua a parlare al mondo: niente nostalgia, solo una presenza viva, quasi tangibile, che oggi si rinnova con l’uscita di 'Michael: songs from the motion picture', disponibile in digitale e in ogni forma possibile, Cd, musicassetta, Lp e 2-Lp, fino alla suggestiva ed esclusiva versione in vinile trasparente 'black ice'. Questo album è una raccolta, un viaggio emotivo, un racconto in musica che accompagna il film 'Michael', già nelle sale italiane, diretto da Antoine Fuqua e prodotto dal premio Oscar, Graham King. Un’opera che si muove tra luce e ombra, tra la grandezza pubblica e l’intimità privata, restituendo al pubblico il ritratto di un artista irripetibile. A incarnarlo sul grande schermo è Jaafar Jackson, nipote del Re del pop, al suo debutto cinematografico. Un passaggio di testimone che ha il sapore di una promessa sussurrata: quella di custodire una preziosa eredità. Le 13 tracce dell’album scorrono come pagine di un diario musicale. Si parte dagli esordi con i The Jackson 5, quando la voce di un bambino incantava il mondo con 'I’ll be ther'’ e 'Who’s lovin’ you'. Poi, il passaggio ai The Jacksons, fino all’esplosione solista con capolavori come 'Off the wall' e 'Thriller'. E lì, tra le pieghe del tempo, riaffiorano canzoni come 'Billie Jean', 'Don't stop 'til you get enough' e 'Human Nature', che non hanno mai smesso di emozionare. Ogni nota è una carezza, ogni ritmo una dichiarazione d’amore alla musica. Proprio 'Human Nature' torna con un nuovo videoclip, capace di restituire freschezza a un classico immortale. Le immagini si intrecciano con la melodia in una dimensione sospesa, dove il tempo sembra piegarsi alla bellezza. Non è solo un video: è un 'ponte' tra generazioni. Un invito a lasciarsi attraversare da quella sensibilità rara, che Michael sapeva trasformare in arte. Il film, scritto da John Logan, scava nell’anima, accarezza le fragilità, illumina i momenti iconici. Accanto a Jaafar Jackson, un cast che include Nia Long, Miles Teller e Colman Domingo, contribuendo a tessere una narrazione intensa e stratificata. E mentre il cinema accoglie questa storia, anche la realtà si prepara a celebrarla a Milano, negli spazi di 'Est Radio' (in via Tortona 12, ndr): un evento aperto al pubblico che vuol rendere omaggio alla sua 'legacy' tra musica e memoria, come una notte dedicata a chi non ha mai smesso di ascoltare. Perché in fondo, Michael Jackson non è mai stato solo un artista: è stato un linguaggio universale, una carezza sonora capace di attraversare epoche e cuori. Oggi, tra un vinile che gira lento e una sala cinematografica immersa nel buio, quella voce torna a dirci qualcosa di essenziale: la musica, quando è vera, non finisce mai.


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