Elisabetta Chiarelli

"Dio li aiuterà". Non conviene mai sottovalutare il peso di queste parole, perché quando si invoca il suo aiuto, Dio non tarda mai, in qualche modo, a farsi vivo. Questo è il significato della favola 'Hansel e Gretel' dei Fratelli Grimm, rivisitata dal grande scrittore americano, Stephen King (Adelphi Edizioni, 2025). L’autore, ispirandosi ai disegni dell’illustratore, Maurice Sendak, ripropone al pubblico la celebre fiaba per bambini con un linguaggio moderno e scorrevole, senza tradire, però, il ritmo melodioso e la potenza suggestiva del racconto favolistico. La scelta di rivisitare questa storia risponde alla volontà dell’autore di far dono ai propri figli - e alle nuove generazioni - di una fiaba senza tempo, ma rappresenta, al contempo, un tributo al ruolo che le favole hanno assunto nella sua formazione culturale e nel proprio percorso di scrittore. Il tema centrale di questa storia è, appunto, la fede. Essa si sostanzia non soltanto nella piena fiducia, da parte dei due fratellini protagonisti, nell’aiuto di Dio o nel fatto che sarebbe giunto in loro soccorso nel momento del pericolo, ma è, al tempo stesso, fiducia nella forza della loro unione e nella potenza dei loro sogni. Il concetto di fede che trapela dalla storia è, infatti, connotato dal dinamismo: l’intervento di Dio si concretizza nella vita dei giovani protagonisti nella misura in cui essi profondono ogni loro energia e talento per trovare la strada della salvezza. In un mondo che spesso inganna e tradisce, esso è rappresentato allegoricamente dal mutevole aspetto della casetta di leccornie e del volto della strega. E' la fiducia radicata in se stessi e nei propri valori ciò che alla fine premia. Perché aver fede in Dio non significa non averne in se stessi. Ma tali principi riecheggiano non soltanto nelle fonti di derivazione evangelica, ma anche nelle parole di grandi protagonisti della cultura laica. Si pensi, per esempio, a Walt Disney e al suo leggendario: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Proprio come accade ad Hansel e Gretel, la vita ricompensa chi continua a camminare anche quando la strada non si vede più. A volte, si deve rischiare tutto per un sogno che si è da soli a sentire nel cuore. Sant’Agostino da Ippona sosteneva: “Prega come se tutto dipendesse da Dio, ma agisci come se tutto dipendesse da te”. Il rapporto tra uomo e Dio è, in primo luogo, un rapporto di stima reciproca: una vera e propria alleanza. A prescindere dall’appartenenza a uno specifico credo religioso o dal fatto che si creda o meno in una trascendenza, l’aiuto che proviene dall’alto non mancherà a chi, con coraggio, sacrificando la sua stessa vita, combatte sino in fondo per un ideale. Anche ragionando secondo una prospettiva laica, è la tensione insita nell’individuo a realizzare se stesso e la sua libertà, a nobilitarne la natura e a ispirarne il pensiero, come sosteneva il filosofo Johann Gottlieb Fichte. In tal senso, Dio rappresenta una naturale proiezione dell’essere umano che, nella strenua lotta per affermare i suoi valori, esterna se stesso. Alla luce di tali considerazioni diventa quindi possibile, secondo lo psichiatra Carl Gustav Jung, dimostrare laicamente l’esistenza dell’anima attraverso questa capacità, propria dell’uomo, di trascendere con la potenza del pensiero e dei sentimenti gli angusti limiti dello spazio e del tempo.
 


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