
Di recente, si è tenuto a Roma, negli spazi del Maxxi Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la XVI edizione de 'Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale'. Si tratta di appuntamento che, negli anni, si è affermato come punto di riferimento nel panorama culturale italiano per la riflessione sui temi della salute mentale. Diretto da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica, il festival viene organizzato dal Asl Roma 1 e da Roma Capitale. La 'mission' è quella di avvicinare il pubblico a una tematica sempre più centrale, contribuendo a ridurre stigma e pregiudizi attraverso il linguaggio del cinema. Protagonista della serata finale è stato il simpatico attore Rocco Papaleo, che ha ricevuto il Premio 'Lo Spiraglio' per il suo contributo nel raccontare emozioni e fragilità legate alla dimensione psicologica. Un riconoscimento che, nelle passate edizioni, è stato assegnato a nomi di primo piano del cinema italiano. Il programma ha proposto 6 lungometraggi e 15 cortometraggi in concorso, selezionati da un gruppo composto da critici, operatori e utenti dei servizi di salute mentale. Le opere hanno affrontano temi diversi, ma intrecciati: dalle migrazioni alle dipendenze, dalle relazioni familiari alle truffe sentimentali, fino alle storie di rinascita personale. Tra i cortometraggi c’era pure 'I’m not a Robot' di Victoria Warmerdam, già vincitore dell’Oscar 2025, insieme a diverse produzioni italiane, le quali hanno raccontato esperienze intime e collettive tra memoria, trauma e resilienza. I lungometraggi riportavano sullo schermo storie ambientate in Italia, ma anche all’estero, affrontando questioni come il diritto alle origini, il disagio giovanile, la dipendenza da sostanze e il riscatto sociale. Ad aprire il festival, la proiezione fuori concorso di 'Persiane Blu', seguita da un incontro con esperti e protagonisti del mondo scientifico e culturale, tra cui l’attore Filippo Nigro e la giornalista Alessandra Arachi. Un momento di confronto che ha voluto sottolineare il valore della condivisione come strumento per abbattere lo stigma e favorire l’inclusione. Accanto alle proiezioni, il calendario ha proposto eventi speciali, incontri e momenti di approfondimento, tra cui il progetto 'Caremotions', oltre ad appuntamenti dedicati al rapporto tra cinema, sport e psicologia e un focus su fiction e psicoanalisi multifamiliare. Numerosi i premi assegnati, tra cui il 'Fausto Antonucci' per il miglior cortometraggio e il 'Jorge Garcia Badaracco' per il miglior lungometraggio, oltre al riconoscimento del pubblico e a premi speciali legati ai contenuti scientifici e alla dimensione transculturale. Insomma, 'Lo Spiraglio' ha confermato non solo di essere un festival cinematografico, ma uno spazio di dialogo e consapevolezza capace di raccontare la complessità della salute mentale attraverso la forza evocativa delle immagini e delle storie. Un’occasione per il pubblico di avvicinarsi a un tema spesso frainteso, ma sempre più al centro del dibattito contemporaneo.