Iulia Grecu

Dieci tracce tra elettronica, spoken word e blues per interrogare violenza, riarmo e solitudini globali. Il nuovo disco di Marco del Bene, alias Mkdb e uscito il 13 gennaio scorso per Instant Crush Records, è un’esplosione come origine, la solitudine come condizione. 'Osaka I dance' è un album che affronta il presente partendo da una certezza inquietante: la Storia la conosciamo, ma continuiamo a ripeterla. Dopo anni di sperimentazione elettronica, musica per immagini e progetti audiovisivi, Mkdb torna alla 'forma-canzone' con una 'ballad' elettronica che attraversa blues, poesia e spoken word, mantenendo una scrittura scarna, emotiva, mai retorica. Un linguaggio che guarda tanto a Mark Lanegan, quanto a certa elettronica europea essenziale, dove la musica non accompagna il testo ma lo espone. Il titolo dell’album nasce da un’immagine disturbante: Osaka - città simbolo di progresso ed Expo - colpita da una bomba atomica: una visione che richiama scenari distopici e diventa metafora di un mondo lanciato verso il riarmo, il nazionalismo e la chiusura, mentre la memoria collettiva si dissolve. Da quell’unica esplosione, racconta il disco, la materia si frantuma in esistenze isolate: solitudini diffuse, individuali e collettive, unite solo da una consapevolezza fragile e tardiva. Le dieci tracce di 'Osaka I dance' non offrono risposte. Alternano poesia, spoken word e canzoni come frammenti di un racconto incompiuto, restituendo un disagio condiviso che attraversa il contemporaneo. Centrale è 'Bluebird', poesia di Charles Bukowski musicata da Mkdb, in cui la fragilità individuale si trasforma in gesto politico: resistere non opponendosi frontalmente, ma restando umani. L’album è stato anticipato dai singoli 'Champions of loneliness' e 'Lara's Birthday', che introducono con forza i temi dell’educazione alla violenza, dell’illusione della protezione e della solitudine come destino collettivo. La collaborazione vocale di Sophia Db rafforza ulteriormente la tensione emotiva del progetto. Premiato nel 2021 come "Best Soundtrack" al New York Across the Globe Film Festival per 'Not to forget', il grande Marco del Bene firma con 'Osaka I dance' un lavoro che non cerca conforto,consenso. Solo ascolto.


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