Andrea Accolla

Succede a tutti, indistintamente, più volte al giorno: il telefono squilla e il display mostra un numero non presente nella nostra rubrica. E se fosse il corriere che attende fuori dalla nostra abitazione per notificarci una consegna? La curiosità, unita alla sottile ansia che possa essere una chiamata inaspettata o importante, prevale e rispondiamo: una voce registrata propone il cambio di gestione delle utenze, la prima delle molteplici che inonderanno a cascata i nostri dispostivi per il resto della giornata. E’ il fenomeno delle telefonate 'spam': chiamate effettuate da 'call center' specializzati (con operatori umani o automatici) aumentate a dismisura negli ultimi tempi, con un volume tale da richiedere un intervento diretto dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni. La prima mossa del Garante è stata attuata il 19 agosto 2025, attraverso l’avvio del cosiddetto filtro 'anti-spoofing', ossia il contrasto deciso ai falsi numeri italiani provenienti da telefoni fissi localizzati in Paesi esteri. Il sistema ha mostrato buoni risultati per via dei numeri fissi, più facili da identificare e contrastare. Tutt’altro scenario riguarda, invece, il settore mobile, sfuggente ai controlli a causa della sua caratteristica intercambiabilità, dunque più complicato da perseguire. Per tentare di arginare il fenomeno mobile, lo scorso 19 novembre ha avuto il via la seconda fase del filtro 'anti-spoofing', con un raggio d’azione mirato anche, secondo le disposizioni dell’Agcom, verso i servizi satellitari e automatici. Una guerra senza quartiere, che mostra numeri positivi come il blocco di 50 milioni di telefonate illegali in 12 giorni di attività (dati aggiornati al 1° dicembre 2025, ndr). Tuttavia, si tratta di una vittoria a metà, poiché la maggior parte dei ‘call center’ pare aver già aggirato il filtro, utilizzando numerazioni completamente estere, con prefissi provenienti da Regno Unito, Finlandia, Svezia, Spagna e Romania. Le chiamate straniere (legittime) hanno registrato un impennata del 74%, con un incremento giornaliero decisamente massiccio: dai 6,6 milioni di contatti ‘pre-blocco’ ai 24,8 milioni successivi all’entrata in vigore del secondo filtro. Un’ulteriore stretta potrebbe arrivare il prossimo febbraio, con l’estensione dei numeri brevi a 3 cifre (quelli assegnati ai provider telefonici) ai call center autorizzati, per identificare immediatamente la comunicazione telefonica come legittima, oppure avvisare l’utente che si trova davanti a un potenziale tentativo di truffa. Nel frattempo, altri enti di garanzia, come l’Antitrust e il Garante per la privacy, sono scesi in campo, comminando sanzioni elevate verso i promotori di questo 'telemarketing selvaggio', come quella da 500 mila euro inflitta a 6 società di call center specializzate nell’offerta di contratti per gas e luce, che fornivano informazioni fraudolente circa la gestione delle forniture e i servizi in essere. Le telefonate estere restano per ora la 'bestia nera' degli addetti ai lavori. Soprattutto, per tutti coloro che sono titolari di un’utenza telefonica mobile, che restano in attesa di una soluzione definitiva a questo annoso problema.


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