Il Taciturno

C'è un comprensibile clamore intorno alla vicenda del prato di Rogoredo (Mi) e del poliziotto Cinturrino. Il 'teatrino' della politica si è scatenato a un livello sempre più basso, da ambo le parti. Ma non abbiamo sentito nessuno, nemmeno i magistrati inquirenti, intervenire sul fatto che, avvenuto l'omicidio, un subordinato di Cinturrino si sia precipitato in commissariato per prelevare una borsa con una pistola finta, a salve, da mettere accanto al cadavere. Le indagini chiariranno se questo poliziotto era complice o ha eseguito, ignaro, un ordine. Ma la domanda è questa: i nostri commissariati hanno armi di questo tipo? E perché? E chi le custodisce? Una risposta ufficiale e tranquillizzante sarebbe utile.


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