
Valentino Garavani, ultimo imperatore della moda mondiale, è morto il 19 gennaio 2026 a Roma, all’età di 93 anni. Con lui si chiude l’epoca del 'Mady in Italy'. I funerali si sono tenuti il 23 gennaio scorso nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, sempre nella capitale. Al funerale hanno partecipato tantissimi Vip e figure della moda e dello spettacolo, al fine di omaggiare “l’ultimo imperatore” e, con lui, il tramonto della nostra 'belle époque'. Ci ha lasciati l'uomo che si era letteralmente inventato quella sfumatura di rosso che aveva cambiato la storia della moda. E’ stato il primo a trasformare quel colore in un simbolo assoluto di eleganza femminile. La donna, per Valentino, doveva infatti essere sicura di sé, consapevole, mai timida. Grazie a Valentino, il rosso è diventato un colore potente e non più un 'azzardo'. La sua scomparsa è giunta dopo quelle di altri 'giganti' che hanno costruito il lusso italiano: Gianfranco Ferré, l'architetto delle forme, scomparso nel 2007; Laura Biagiotti, la regina del cashmere, che ci ha lasciati nel 2017; Roberto Cavalli, il re dell’Animalier, scomparso il 12 aprile 2024; e Giorgio Armani, il sovrano assoluto del rigore elegante, scomparso il 4 settembre 2025. Questi stilisti non hanno venduto solo vestiti, ma un’idea di civiltà, perché la nostra 'belle époque' è stata l’epoca dell'ottimismo, del benessere economico, della bellezza. Un’epoca dove a decidere non erano i pc o i social media manager, ma il sarto, lo stilista, la creatività. La morte di questi geni assoluti non è solamente un lutto, ma la fine di uno stile e di un’emozione. Si chiude la 'porta' in cui il lusso era emozione, poesia, artigianato e si è entrati nell’epoca della produzione industriale 'fredda', come i nostri social network. Non dimentichiamo i nostri 're della moda', coloro che hanno saputo rivoluzionare il nostro stile e la nostra libertà nel vestire. Noi tutti, oggi, potremmo ricordarli cosi: quando indosseremo un capo rosso, anche se nell’etichetta ci sarà un altro marchio, sarà sempre un “rosso Valentino” e sentiremo l’anima graffiante della 'donna pantera' di Roberto Cavalli. E quando indosseremo una giacca o un completo, interpreteremo l’eleganza eterna del re del rigore, Giorgio Armani. Non dimenticheremo mai, stringendoci dentro a un maglioncino di cashmere, il 'calore' di Laura Biagiotti. E davanti a una camicia bianca over size, a una manica 'a palloncino' non potremo che ricordare il 're delle forme', Gianfranco Ferrè. Ci hanno lasciato i 5 pilastri del 'Mady in Italy'. Si chiude la ‘belle èpoque’ dell’Italia che era riuscita a riscattarsi dopo tanti secoli di miseria e umiliazioni. Ma resterà per sempre in noi il modo di indossare un capo, di sognare e far sognare, di camminare a testa alta con quell’abito che, per chi potrà averlo nel proprio armadio, non passerà mai di moda.