Maria Pia Cantarini

'Sognando Itaca' rappresenta il viaggio della speranza, il lasciare alle spalle il dolore, la sofferenza, la paura di coloro che sono stati provati dalla malattia. Sono quelle persone che tentano di rientrare nella normalità quotidiana tramite un viaggio: quello della vela. A bordo, parenti, familiari, medici, infermieri, psicologi e volontari formano un unico equipaggio, rafforzando il legame tra chi cura e chi affronta la malattia. 'Il Sole 24ore' recentemente ha riportato: “La vela è una delle attività più significative per riportare il paziente alla vita, alla sua identità e alla sfida verso le incognite che il mare, in genere, porta con sé". 'Sognando Itaca' vuol dire sognare il ritorno a casa, riportare gli ammalati integri non solo nel fisico, ma anche nella psiche: un viaggio, dunque, anche introspettivo. Il vento di 'Sognando Itaca' dimostra che, dopo la tempesta della malattia, è sempre possibile riprendersi, rialzarsi e tornare a navigare verso il proprio futuro. Un viaggio che ha dimostrato quanto lo sport e la natura possano fare la differenza in un percorso di guarigione. Un malato oncologico ha bisogno di speranza, di riaccendere in sé  la propria autostima. Questo della vela è un progetto grandioso, di cui se n'è parlato e se ne parla in televisione ancora oggi, per l'ottimo risultato che si è già ottenuto dopo la straordinaria traversata adriatica, da Venezia a Brindisi, conclusasi nel giugno scorso. Finalmente, si puntano i riflettori sul modo di intendere la riabilitazione oncologica con uno sguardo verso l'infinito, verso quel mare che, nel suo splendore, nel luccichio e nel fragore delle sue onde, riesce ad allontanare dalla mente il 'rumore' del dolore patito. Una nuova e imminente avventura, attesissima da tutti, ripartirà il 3-4 settembre a Otranto (Le). Prosegue quel percorso salutare della vela che l'Ail (l’associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e mioeloma, ndr) ha progettato e segue per tutte queste persone che hanno bisogno di rimettersi in gioco, al fine di riprendere il 'filo' del proprio futuro con determinazione e voglia di vivere. La vela è il sogno che emoziona e porta verso altri lidi: quello della speranza e dell'amore ritrovato verso se stessi. Si uniscono le forze e gli intenti, si condivide tutto, ci si relaziona durante una veleggiata indimenticabile, dove a ciascuno tocca fare la propria parte. Si issa la vela e via: inizia il viaggio. Un percorso studiato perfettamente e messo in campo con la speranza di portare aiuto. 'Sognando Itaca' è un’iniziativa di 'vela-terapia' nato nel 2006 sul lago di Garda, studiato per migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici, che hanno attraversato quel mare in tempesta caratterizzato da patologie aggressive del sangue. Ora, questi pazienti oncologici sognano, veleggiando verso nuove speranze, di tagliare quel 'filo' di dolore che li ha intrappolati a lungo nella rete della sofferenza. Un modo per portare i malati a vivere insieme in mare aperto, affrontando tutto ciò che questo comporta con determinazione, ma con lo scopo ben preciso di farli vivere intensamente, nelle maglie di un’idea rivolta al futuro. La barca a vela naviga lungo le coste dell'Italia con sckipper professionisti, pazienti che hanno affrontato la grave malattia e medici, infermieri e psicologi che li hanno sostenuti durante le cure. Lungo il viaggio, si fa tappa nelle città dove ci sono reparti di ematologia legati all'Ail. Durante ogni attracco, i pazienti ematologici possono salire a bordo, accompagnati da personale medico e paramedico, per vivere un'esperienza meravigliosa, condivisa, lontana dalla quotidianità, unica nel suo genere. La 'vela-terapia' come strumento di riabilitazione psicologica e, quindi, come miglioramento della qualità di vita. La conferma di come, dopo la tempesta della malattia, sia possibile riprendersi, rialzarsi con la proprie forze e veleggiare ancora verso il futuro. E si riaccende la speranza di riprendere in mano la normalità di una vita abbandonata, alla quale si è dovuto rinunciare. Ora, questa miracolosa traversata, che tocca diversi porti della nostra costa, funge da linfa necessaria per guarire l'anima. Itaca è la meta, il punto di arrivo a casa. Come lo fu per Ulisse, il mitico eroe, così lo è per questi malati. Essi, nell'immenso mare azzurro, attraverso la vela possono finalmente liberare il cuore, la mente e l'anima. Hanno bisogno di ritrovare l'autostima e il coraggio attraverso questa meravigliosa esperienza. Approdano, per cosi dire, a una nuova vita, liberandosi dalle angoscie, dall'aria della malattia. Non è certamente facile, ma veleggiando tutti insieme, coordinandosi nel da farsi, unendosi in questo percorso, il paziente oncologico riesce a riprendere in mano il timone della propria vita. Si va lontano, dove la mente si svuota di ogni fatica e c'è solo la voglia di vivere insieme un'avventura meravigliosa, in cui forza, coraggio e vitalità sono le protagoniste durante tutta la veleggiata in mare aperto. E si sogna Itaca...
 


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