Andrea Accolla

Il volto del 'santo millenial' commuove i cuori e incolla gli occhi dei telespettatori allo schermo della tv. Segna, infatti, numeri da record il film 'Il mio nome è Carlo', tratto dalla vita di San Carlo Acutis, il giovane che ha ispirato migliaia di coetanei attraverso la sua fede incrollabile. Il film-tv, diretto da Giacomo Campiotti, ha ottenuto ascolti record su Canale 5, registrando ben 4 milioni e 269 mila spettatori e ottenendo quasi il 30% di share in prima serata. Un risultato eclatante, che dimostra come il pubblico non sia solo attratto da programmazioni effimere, ma ricerchi anche una profondità spirituale e concettuale in un periodo di grandi incertezze. Il ruolo del compianto Carlo è stato affidato a Simone Carrino, già noto al pubblico per aver recitato nel film 'Il ragazzo dai pantaloni rosa', che ha vestito i panni del giovane santo con la consapevolezza di entrare in una vicenda in cui fede e sofferenza si attraggono, si sfiorano e si abbracciano in un valzer malinconico e gioioso al tempo stesso. San Carlo Acutis incarna il valore dell’attenzione verso gli ultimi, precetto fondamentale del cattolicesimo, maturato attraverso la sua esperienza terrena di una fede che diventava sempre più testimonianza della parola di Dio. L’assidua ricerca verso il significato basilare del messaggio divino viene individuata dal giovane nell’Eucarestia: “E’ la mia autostrada verso il Cielo”, così amava definire il momento della comunione con Cristo. Colmo della bontà del Signore, Carlo ha promosso personalmente la diffusione del messaggio di Dio alle persone più vicine come amici e compagni di scuola attraverso il racconto dei misteri eucaristici. La sua fede incontra presto la sua passione informatica, che diventa il mezzo di diffusione della parola di Dio: crea personalmente la mostra 'Miracoli Eucaristici': una rassegna web dettagliata dei miracoli registrati in tutto il mondo e riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa. L’opera di testimonianza terrena del giovane Carlo viene interrotta dal sopraggiungere della malattia, che lo costringerà a una degenza prima di spirare all’età di 15 anni. Nel suo ultimo atto di fede, Carlo riceve l’estrema unzione con la serenità di chi sta consapevolmente avvicinandosi al Padre. Dopo un’accurata inchiesta diocesana che ne attesta i miracoli, viene proclamato santo da Leone XIV il 7 settembre 2025. San Carlo Acutis dona il suo percorso e testimonia come i simboli della cristianità siano, ancora oggi, fari essenziali per lo spirito di tutti coloro che tentano di avvicinarsi al Signore, mantenendo la propria esistenza unica e originale rigettando le mode omologatrici, esattamente come Carlo amava ripetere: “Tutti nascono come degli originali, ma molti di noi muoiono come fotocopie”.
 


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