
Gira in rete un video dell'europarlamentare, Irene Tinagli, sulla proposta di regolamento degli 'affitti brevi'. Lo diciamo fuori dal 'politically correct': è un provvedimento disgustoso. Potremmo proporre mille contestazioni, ma ci limitiamo a una sola: la signora mette in confronto (con molta fantasia) il numero degli 'affitti brevi' con quello degli “affitti ordinari”. Ma non parla mai degli appartamenti vuoti o inutilizzati, che sono più di quelli destinati ad 'affitto breve'. Come mai c'è questa grandissima quantità di immobili 'sfitti'? Semplice: perché il proprietario che trova l’inquilino che non paga ha perso, oltre ai soldi dell'affitto, anche la sua casa, che chissà quando la riavrà e in quali condizioni. Pertanto, la tiene 'sfitta'. Chi fa 'affitti brevi', quindi, ha trovato la soluzione di portare a reddito l'immobile senza perderne la disponibilità. Con questa operazione non si affronta il problema delle case 'sfitte', che è la questione centrale; non si aggiunge nessun immobile sul mercato; si impedisce il reddito a chi si è creato un‘attività senza gravare sullo Stato. Sono peggio di Attila.