
Finalmente, l'attesa è finita. Dopo mesi dal debutto, la serie 'Le bizzarre avventure di Jojo: Steel Ball Run' è tornata su Netflix con il primo degli undici nuovi episodi, i quali saranno rilasciati ogni venerdì. Gli amanti di questo 'franchise' non vedevano l'ora dell'arrivo di questo blocco di episodi: quando la serie ha debuttato su Netflix, il 19 marzo scorso, infatti, il 'manga' era arrivato sotto forma di un unico 'episodio-pilota' di 47 minuti, intitolato '1st Stage', anziché come arco narrativo suddiviso in più episodi come il pubblico si attendeva. Questa modalità di distribuzione, piuttosto insolita, ha colto alla sprovvista centinaia di migliaia di fans, scatenando una diffusa confusione e frustrazione. Fortunatamente, la situazione si è notevolmente tranquillizzata, una volta chiarito il piano. Il 6 aprile, proprio Netflix aveva annunciato che il successivo blocco di episodi sarebbe uscito con cadenza settimanale nel corso dell'anno. Con l'annuncio all'Anime Expo 2026 di luglio, è iniziato a tornare il favore del pubblico. Ma come mai questo lungo periodo di 'standby'? I motivi sono molteplici: 1) l'arco narrativo di ‘Steel Ball Run’ conta 95 capitoli. Pertanto, il team non poteva limitarsi a produrlo tutto d'un fiato, in un'unica sessione di lavoro continuativa; 2) la produtrice, Noriko Dohi, ha riconosciuto che i fans avrebbero voluto continuare la visione subito dopo il primo episodio, ma il team ha trattato quella singola puntata da 47 minuti come un'introduzione studiata per conquistare il pubblico, prima di addentrarsi nelle tappe successive; 3) poiché 'Steel Ball Run' è ambientato nell'America degli anni '90 del XIX secolo e alcuni dettagli del 'manga' originale di Araki non sono rigorosamente fedeli all'epoca, il team della 'David Production' ha dedicato del tempo 'extra' per garantire che i paesaggi e l'architettura sullo schermo riflettessero fedelmente quel periodo; 4) sempre la Dohi, che è anche produttrice musicale della colonna sonora, ha descritto l'approccio come la volontà di rendere omaggio all'opera di Araki, creando al contempo qualcosa che funzionasse autonomamente come 'anime'. Un processo che richiede più passaggi e revisioni, rispetto a un adattamento 'letterale'. Il regista della serie, Toshiyuki Kato, ha anche parlato della specifica sfida tecnica rappresentata dall'animazione di un gran numero di cavalli, nel corso della stagione. E della decisione su dove impiegare la Cgi (immagini generate al computer, ndr) rispetto all'animazione disegnata a mano: un aspetto notoriamente difficile da gestire correttamente. Il primo degli undici nuovi episodi si intitola: 'La richiesta dello sceriffo per Mountain Tim'. L'episodio si apre mostrando le conseguenze delle azioni di Gyro Zeppeli nella prima tappa di cui fu vincitore, per poi presentare altri utilizzi della 'rotazione' (un potere sovrannaturale, ndr). Viene, inoltre, introdotta la nuova tappa che i protagonisti, Johnny Joestar e Gyro, dovranno affrontare: 750 miglia nel deserto dell'Arizona, insieme al primo di una lunga serie di nemici che incontreranno lungo il percorso. Tuttavia, già il primo episodio è riuscito a ripagare la pazienza degli spettatori. L'animazione dei cavalli è soddisfacente: sono stati ripresi vari disegni del 'manga' originale di Araki, come la visione del deserto nella sua versione più spietata. L'episodio è risultato scorrevole e intrigante, la transizione tra le tappe è fluida e l'azione non manca, tra la scoperta di un 'killer' nella gara e l'arrivo del primo nemico. Alla luce di questo primo episodio, i sei mesi di attesa hanno trovato una giustificazione concreta. 'Steel Ball Run' non si limita a riprendere da dove aveva lasciato la storia, ma lo fa con la cura che i fans chiedevano fin dal debutto della serie. Se questo è il livello a cui la 'David Production' intende mantenersi per le prossime dieci settimane, l'appuntamento del venerdì diventerà un 'rito fisso' per chi segue Johnny e Gyro nella loro corsa.