
Alle prossime elezioni, l’ex generale Roberto Vannacci scenderà in campo con il suo nuovo movimento politico: Futuro nazionale. Anche questa volta non ha smesso di stupire e, nelle varie interviste, partecipazioni pubbliche, incontri e meeting, ha spiegato il proprio progetto, destando un grande sconvolgimento per alcune dichiarazioni rilasciate. Dalle sue parole emerge un ritorno 'nostalgico' a un mondo 'retrogrado', in particolare per la sua visione 'omologativa' della 'diversità', dove si evince un odio quasi viscerale per le persone omosessuali e per tutto il mondo Lgbtq+. Secondo Vannacci, l’unica unione riconosciuta deve essere solo il matrimonio tra uomo e donna: stop, dunque, alle unioni civili e alle adozioni da parte di coppie non eterosessuali; stop ai percorsi per il cambiamento di genere che riguardano i minorenni (anche col consenso dei genitori); in televisione si vorrebbe un'estensione della fascia protetta (dalle ore 6.00 alle ore 23.00), dove i programmi non trasmettano scene di film, spot, messaggi e contenuti 'gendaristi/omosessualisti', con l’applicazione di sanzioni per chi non rispetta questi orari. Un’altra dichiarazione sconvolgente ha riguardato le donne, con la messa in discussione della legge sull’aborto e il divieto di somministrare ambulatorialmente la pillola Ru 486 (la cosiddetta, ‘pillola del giorno dopo’, ndr). Le donne, pertanto, non potranno più decidere autonomamente ed essere 'padrone' di se stesse e del loro corpo. L’idea di famiglia 'tradizionale' e gli incentivi a chi concepisce figli hanno subito rimandato alle politiche 'mussoliniane' e all’idea della donna come “angelo del focolare”. Le femministe hanno lottato tanto e in tutto il mondo per l’affermazione dei propri diritti e della loro libertà: si sono battute per un giusto salario che le rendesse indipendenti, benché esista, ancora oggi, un evidente divario salariale e molte difficoltà per poter intraprendere una carriera o accedere alle cariche pubbliche. E adesso, c’è qualcuno che vuole addirittura 'tornare indietro', come se le donne fossero semplicemente delle 'incubatrici' umane. Insistendo inoltre sulla “conservazione della vita”, l’ex generale ha messo in discussione anche l'indicazione della Corte costituzionale a legiferare sul 'fine vita', sia che si parli di eutanasia, sia di suicidio assistito. Ed è intervenuto anche in materia di istruzione, proponendo l’educazione militare a scuola, con l’intento di far conoscere agli studenti come lavorano le nostre Forze Armate, sperando di invogliare i giovani alla carriera militare (in Italia, la leva obbligatoria è stata abolita con la legge n. 226 del 23 agosto 2004, ndr). A tal proposito, persino il ministro Salvini ha dichiarato: “Non sarà un ex generale a decidere come debba educare i miei figli”. Altro tema dibattuto, specialmente negli ambienti della sinistra, è stato quello della 'remigrazione'. Ossia, il rimpatrio accelerato degli immigrati irregolari, arrivati illegalmente e che commettono reati. Il clima politico si sta facendo ogni giorno più incandescente: c’è chi ha parlato di ritorno al fascismo e sostiene che sia necessario un intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, poiché Vannacci sta andando 'oltre' e alcune affermazioni sono palesemente incostituzionali. Il programma di Futuro nazionale è molto lungo e articolato. Si parla di tanti argomenti: fiscalità, aiuti alle famiglie con il 'mutuo tricolore', riserva dei posti nei concorsi pubblici per genitori di famiglie numerose, reddito di genitorialità, ridimensionamento dei poteri dell’Unione europea, sovranità dell’Italia su economia e difesa, abolizione delle direttive Ue su energia e agricoltura. Tutte proposte che hanno occupato poco spazio sui giornali o in tv, perché le idee discriminanti hanno monopolizzato il dibattito non solo su tutti i media, ma anche per strada e nei luoghi di ritrovo. Alcuni sostengono che non se ne dovrebbe neanche parlare, per il rischio di legittimare o 'normalizzare' certe idee inattuali e fare troppa pubblicità all’ex generale; altri, invece, ritengono che non si possa far finta di nulla, poiché è in pericolo la nostra società, fondata sulla democrazia. Noi ci limitiamo, per il momento, a mettere in discussione la visione complessiva di Roberto Vannacci, poiché si richiama a un’idea ormai superata di Stato, oltre alle molte inesattezze presenti nelle singole proposte, che le renderebbero inapplicabili. In buona sotanza, il progetto 'vannacciano' risulta, fondamentalmente, 'illiberale', poiché vi è la pretesa, da parte dello Stato, di entrare in molte libertà 'private' del singoli cittadini. I quali, lo ricordiamo, sono al centro della vita pubblica e non ne possono essere esclusi, al fine di predisporre recuperi ormai impossibili, come per esempio sul fronte della cosiddetta ‘denatalità’. Oppure, per imporre una visione semplicistica e puramente 'binaria' di società. I principi di eguaglianza e di libertà individuale sono ormai inviolabili e non possono esser messi in discussione da chi vuole semplicemente decidere sulla 'testa' delle persone, oppure imporre un’idea autoritaria dello Stato e della vita pubblica.