Vittorio Lussana

Dal 29 maggio scorso è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica 'Limerence/Self-Love': un 'featuring' prodotto per Pluma dischi che ha sancito la collaborazione tra gli Archivio Futuro e la cantante-producer

Dopo aver inaugurato la loro sinergia artistica, la band degli Archivio Futuro e la cantante-producer, Francesca Palamidessi, hanno deciso di dare vita a un progetto completo e strutturato, composto da due brani antitetici, sia sul piano tematico, sia in quello puramente musicale. La genesi dei pezzi riflette uno scambio creativo speculare: 'Limerence' è nata da una base strumentale degli Archivio Futuro poi affidata alla voce e alla sensibilità della Palamidessi, mentre per 'Self-Love' il processo creativo è stato l'esatto contrario. Ad accompagnare l'uscita c'è anche un videoclip ufficiale, interamente ideato dagli stessi artisti. Tutto il lavoro si sviluppa sul concetto di contrasto: luce contro ombra, interno contro esterno, morbidezza e dolcezza contrapposte a dinamismo ed esplosività. Le due tracce esplorano, infatti, il tema del rapporto con ciò che ci circonda: se, nel primo brano, il racconto si focalizza verso l'esterno, attraverso la lente di un'ossessione sentimentale, nel secondo lo sguardo si volge intimamente verso l'interno, celebrando l'autoaffermazione. Anche la produzione ribadisce l'identità e la specificità dei due progetti musicali, da sempre votati alla commistione tra strumenti acustici ed elettronica. Il risultato è una scrittura non convenzionale, che sfiora il 'pop', ma si spinge ben oltre, guardando a molteplici panorami sonori e abbracciando a pieno un’idea di pura ibridazione. Ecco, dunque, il videoclip ufficiale di questo 'feat' (cliccare QUI) e un’intervista gentilmente rilasciataci da Francesca Palamidessi a coronamento del 'featuring'.

Allora Francesca, parlaci di questo incontro con gli Archivio Futuro: cosa ti ha convinta a prestare loro prima la tua voce e poi un tuo brano?
“In primis, una mia volontà di dedicarmi alle collaborazioni nel 2026. Dopo due anni di lavoro solitario ho sentito l’esigenza di unire i miei intenti musicali con quelli di altri musicisti e questa occasione è capitata proprio al momento giusto. Conoscevo gli Archivio Futuro. Con me hanno una cosa importante in comune: sono degli sperimentatori. Quando ho ascoltato ‘Limerence’ per la prima volta, ho capito subito che sarebbe stato un pezzo adatto a me, perché è un brano che si evolve e che descrive benissimo un’attitudine alla libertà compositiva che, in definitiva, è un magnete che mi attrae sempre nella musica, sia mia, sia di altri”.

La collaborazione ha funzionato, quindi?
“Sì. Ha funzionato sin da subito, in maniera assolutamente naturale. Sarà che io e i ragazzi condividiamo un background musicale simile e parliamo la stessa lingua. Già dalla prima bozza siamo rimasti tutti entusiasti”.

Da alcuni anni a questa parte, si è diffusa questa tendenza ai 'feat': in qualche caso, la cosa ha funzionato molto bene, mentre altri sono apparsi dei tentativi di rilancio di qualche carriera un po’ in declino: tu cosa ne pensi?
“Ho visto e ascoltato tantissimi ‘featurings’ che sono dei semplici ‘collage’ di interpretazioni: si fa registrare una strofa a un altro artista e il gioco è fatto. A volte, con buoni risultati; altre volte, per quanto mi riguarda, insostenibili, poiché l’effetto ‘collage’ mi manda fuori di testa. Come in tante cose, però, molto dipende dall’ambiente musicale nel quale ci si muove. Ed è senz’altro vero che questa consuetudine appartiene al mondo della musica commerciale. Ma io non sono interessata a questo tipo di lavoro, anche perché non mi ritengo un’interprete ‘tout court’. Ciò che mi interessa è collaborare per davvero, prendere parte alla produzione e a più fasi possibili della realizzazione di un brano”.

In passato hai lavorato molto da sola, mentre invece la critica ti avrebbe vista come leader di un gruppo tuo, che potrebbe esaltare la tua personalità: tu cosa ne pensi?
“In realtà, prima di dedicarmi a tutto tondo al mio progetto da solista, ho avuto due band. Con la prima, in particolare  - i Monkey Tempura - abbiamo fatto tante esperienze bellissime, anche se è durata troppo poco. Probabilmente, ero io stessa ancora ‘acerba’. Ho sempre avuto difficoltà a stare nel compromesso: una capacità fondamentale, se si vuole lavorare insieme ad altre persone. E’ proprio ciò che sto cercando di imparare quest’anno, nell’ambito di diverse nuove collaborazioni. In ogni caso, per il futuro, mai dire mai”.

Tu sei anche una producer: cosa pensi dei ragazzi di Archivio Futuro? Sono una band sulla quale scommettere? Ti è piaciuta la loro energia?
“Scommetterei sicuramente su di loro, a livello creativo, E sono fantastici dal vivo: stimo tutti e tre singolarmente. Tra l’altro, appaio anche nel nuovo disco di Lorenzo Bitw, con un brano in italiano intitolato ‘Lascia che’. Spero che le nostre strade si incrocino spesso anche in futuro: sono tutti competenti e creativi, pieni di energia: vorrei vederne tanti di progetti come il loro. Meriterebbero, sicuramente, una maggiore attenzione mediatica”.

Anche quest’idea di scambiarvi i brani, uno prodotto da Archivio Futuro, a cui tu hai prestato la voce completando la traccia e uno prodotto da te e rielaborato da loro, è interessante, sai?
“Certo: l’ho trovata anch’io interessante, sin da subito. Tra l’altro, sono un’amante della simmetria e realizzare due brani ci ha permesso di agire per contrasto. Una caratteristica che abbiamo portato all’estremo anche nel videoclip, del quale ho curato la regia”.

Ma tu eri restìa, all’inizio? Oppure, ti sei affidata ai consigli e suggerimenti di qualcuno?
“No, restìa non direi. Anzi, ho accolto l’idea con grande entusiasmo. Il merito va alla mia etichetta discografica nella figura di Raffaele Lauretti, che ha suggerito di realizzare un ‘singolo-doppio’ anziché un solo brano: questa proposta mi ha ispirata grandemente e mi ci sono dedicata subito, scrivendo, a quel punto, ‘Self Love’ appositamente per Archivio Futuro”.

Oltre alla voce, tu ti presenti come una ragazza fisicamente particolare, molto elegante, che ricorda un po’ la giovanissima Mina: pensi che si tratti di un’associazione esagerata? Oppure la respingi per il differente percorso musicale che intendi fare?
“Qualsiasi associazione è lecita. Io, per parte mia, cerco di essere me stessa e di comunicare, anche a livello estetico, le stesse cose che voglio comunicare in musica. E’ tutto parte di quello che sono. Se nomini Mina, ti direi che, avendo studiato e cantato jazz per tutti i primi anni della mia carriera, ho la canzone d’autore nel sangue e anche un certo modo di interpretarla. Con la mia stylist, Giulia Valori, abbiamo fatto, di recente, un lavoro bellissimo per cercare di valorizzare sempre più la mia personalità, anche da un punto di vista visivo. Non tanto per motivi estetici, quanto ulteriore forma di comunicazione e creatività”.

Quali saranno le tue prossime mosse? E quest’estate cosa farai: un tour, delle serate, una serie di date?
“Quest’estate mi dedicherò in contemporanea ad alcuni concerti dal vivo, sia del mio progetto solista, sia con Archivio Futuro, sia con altri nuovi progetti che ho messo in piedi. Sarò anche in tour con Frah Quintale, della cui band ho la fortuna di essere parte, da questo 2026, per la gran parte dell’estate. Nel frattempo, sto anche scrivendo del nuovo materiale, sperando che il caldo non mi dia troppo alla testa”.

 




(intervista tratta dal sito www.funweek.it)

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