Elisabetta Lattanzi

Lo scorso 4 giugno, con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge-delega per il ritorno all’energia nucleare in Italia. Ora, il testo passerà all’esame del Senato della Repubblica. Il quadro normativo non solo punta a reintrodurre l’energia atomica in Italia tramite piccoli reattori modulari (Smr), ma affronta anche il tema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, i criteri per la scelta della localizzazione dei nuovi impianti e lo sviluppo di nuove tecnologie di fusione. Prevede anche l’istituzione di un’Autorità indipendente dedicata alla sicurezza nucleare. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità, per gli enti locali, di manifestare volontariamente la propria disponibilità a ospitare i nuovi siti elettronucleari. Questa decisione mira a ridurre gli attriti tra amministrazioni centrali e territori, dando la possibilità ai comuni interessati di candidarsi direttamente alla partecipazione ai progetti. Dal punto di vista economico, il decreto legislativo prevede un contributo di 60 milioni di euro complessivi per il triennio 2027-2029, ripartito in tre quote annuali equivalenti. Queste risorse sono destinate alla ricerca tecnologica, allo sviluppo di competenze specifiche nel settore, all’individuazione di territori potenzialmente adatti, ad attività di progettazione, studio e programmazione. Se Palazzo Madama approverà definitivamente il decreto legislativo delegato, il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti attuativi. In Italia non ci sono centrali nucleari, perché con il referendum del 1987 quelle esistenti vennero dismesse e i vari governi hanno abbandonato i programmi nucleari. Attualmente, l’Italia importa energia nucleare dall’estero e dati i costi elevati e le preoccupazioni per la sicurezza delle centrali fuori dai nostri confini, nonché l’instabilità politica di alcune aree del mondo, i Partiti del centro-destra come Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, insieme ad Azione e Italia Viva, hanno sostenuto il nucleare di nuova generazione Smr (Small Modular Reactors, ndr) per  rendere  l’Italia indipendente energicamente. Se il testo di legge definitivo entrerà in vigore, l’Italia raggiungerebbe gli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2050. Il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nelle varie dichiarazioni rilasciate ha detto che i nuovi impianti sono “grandi quanto un container” e sono considerabili più sicuri e avanzati tecnologicamente, rassicurando gli italiani dopo i disastri di Chernobyl e di Fukushima.


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