
Scheda allenante, consigli alimentari personalizzati, riposo e tutto l'impegno del mondo. Eppure, non si riesce a ottenere risultati. Analizziamo il ‘pilastro’ nascosto. Si può seguire l’alimentazione perfetta, una scheda scientificamente ineccepibile, gli integratori 'giusti', il sonno ottimizzato e fallire comunque. Il motivo non ha niente a che fare con la forza di volontà. E’ legato a qualcosa che tutti ignorano sistematicamente: lo stato emotivo. Per avere un corpo perfetto si deve: fare la dieta, allenarsi e recuperare dall’allenamento. Purtroppo, non è così: è una falsa verità. Una bugia comoda, che vende 'coaching' e programmi salutisti. Perché manca completamente il 'quarto pilastro', quello che nessuno vuole nominare: lo stato 'psico-emotivo'. Lo stato emotivo non è una questione psicologica, ma un regolatore biologico diretto del metabolismo, del sistema immunitario, della capacità di costruire muscolo e bruciare grasso. Gli studi pubblicati su 'Brain, Behavior, and Immunity' lo dimostrano ampiamente: quando si è cronicamente stressati, ansiosi, depressi, frustrati, soli, il nostro corpo entra in una modalità fisiologica completamente diversa. Un’altra ricerca, pubblicata su 'Proceedings of the National Academy of Sciences' ha dimostrato come lo stress psicologico cronico alteri l’espressione di centinaia di geni. In particolare, quelli coinvolti nelle infiammazioni, nel metabolismo energetico, nella risposta insulinica e nella sintesi proteica. Non sono effetti marginali, ma alterazioni così profonde da vanificare qualsiasi protocollo, per quanto perfetto. Quindi, andare in palestra, fare la sessione perfetta, stimolare le fibre muscolari, mangiare il pasto 'post-workout' con le proteine e i carboidrati esatti, non serve. La risposta risiede nel fatto che si è stressati dal lavoro, che ci si trascina una relazione tossica, che si soffra di ansia costante, che si dorma male e ci si senta soli. A livello biologico, il cortisolo è cronicamente elevato. Anche un altro approfondimento del ‘Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism’ ha dimostrato che il corpo riceve il segnale dall’allenamento e assorba i nutrienti, ma il cortisolo continui a dire: “No, siamo in modalità sopravvivenza”. Infatti, non solo il cortisolo, ma anche lo stress cronico altera il testosterone, l’ormone della crescita, aumenta le citochine pro-infiammatorie, peggiora la sensibilità insulinica, rallenta il metabolismo tiroideo. E’ come se il corpo sabotasse attivamente ogni sforzo. Quindi, nonostante gli allenamente e l'alimentazione, tutto diventa inutile e subentra la frustrazione. Purtroppo, non finisce qui: c’è un livello ancora più inquietante. Gli studi in epigenetica, pubblicati su ‘Nature Neuroscience’, hanno dimostrato che lo stato emotivo, il livello di stress e la qualità delle relazioni, non influenzano solo il singolo individuo, ma anche l’espressione genica che si trasmette alla generazione successiva. Quello che si vive emotivamente, lo si trasmette biologicamente. Questa è l’eredità epigenetica transgenerazionale: quando si vive in uno stato di stress cronico o ci sono traumi non elaborati, si sta modificando l’espressione genica attraverso meccanismi di metilazione del Dna. E questi cambiamenti possono essere trasmessi ai figli, influenzando la loro predisposizione allo stress, alla depressione e ai disturbi metabolici. E per quanto riguarda gli allenamenti, tante persone si allenano per fuggire dalla routine o da una relazione 'tossica', in cui la palestra rappresenta un rifugio psicologico e uno sfogo fisico. Quanti si riconoscono in tutto questo dovrebbero cambiare stile di vita, partendo da piccoli passi. Piano piano, riordinando la proprioa vita quotidiana, anche il corpo comincia a cambiare e arrivano i risultati. Occorre, soprattutto, riconoscere il problema, affrontarlo e chiedere aiuto ai professionisti del settore. Perché quando corpo e mente sono unite, ci si sente meglio anche fisicamente e mentalmente.