Ludovica Zurzolo

Nei giorni scorsi, è andato in scena, al Teatro 'Ugo Betti' di Roma, il 'Duello' di Luigi Cerri. L’opera, in un unico atto, ha proposto un intenso confronto psicologico, al fine di analizzare le zone più oscure della psiche. Più che uno spettacolo narrativo in senso tradizionale, la pièce ha cercato di ricostruire un’esperienza sospesa tra analisi e sogno, dove realtà e inconscio si confondono. Al centro della scena: una seduta di psicoanalisi. Da una parte, lo psicanalista, interpretato da Tommaso Barbato; dall’altra, la paziente, Francesca Romana Cerri, una donna inquieta e magnetica, che racconta con crescente trasporto frammenti di presunte vite passate. Le sue visioni emergono con una forza tale da incrinare progressivamente la razionalità della seduta, trascinando il pubblico in un viaggio travolgente tra realtà e memoria. La regia ha lavorato proprio sull’ambiguità tra il racconto della donna, frutto di un delirio e le tracce dei suoi vissuti precedenti. Il vero ‘Duello’ era cioè quello rappresentato dalla dissociazione tra queste due donne, senza risposte definitive, lasciando intatta la tensione tra il razionale e i ricordi. Quando la seduta esplode in un improvviso raptus violento, con l’aggressione dello psicanalista, il fragile equilibrio tra terapeuta e paziente si spezza definitivamente. Un duello nel duello, dunque: uno spettacolo nello spettacolo. Ma è nel finale che la rappresentazione ci ha lasciato la sua immagine più potente, con la scena che ricomincia da capo in una struttura ciclica, che trasforma la terapia in un 'loop' infinito, mentre le luci sfumano lentamente e cala il sipario. Il 'duello' evocato non ha riguardato soltanto i due protagonisti, ma l’equilibrio fra ragione e follia, tra flashback e invenzione: una scissione vera della coscienza e l’emersione dell’inconscio, assai ben rappresentato dall'attrice in scena. Indubbiamente, il testo aiutava molto, poiché Luigi Cerri ha saputo costruire un’opera che interroga lo spettatore, puntando sulla forza dei suoi interpreti e su una scrittura intensa e coinvolgente. 'Duello', inoltre, è un lavoro teatrale che lascia il pubblico in sospeso, con un finale che stimola la riflessione, confermando il teatro come luogo privilegiato per esplorare la mente umana nei suoi meandri più fragili e misteriosi. Interessante.
 


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