
Le lancette dell’orologio spostate un’ora in avanti, per godere di più luce al costo di rinunciare a 60 minuti di sonno. Torna puntuale l’appuntamento con l’ora legale: un 'baratto forzato', introdotto durante la prima guerra mondiale come misura di risparmio energetico adottato da Paesi come Germania, Francia e Italia nel 1916 per far fronte alle onerose richieste belliche. Conflitti e crisi hanno attraversato la Storia del continente europeo, mantenendo costante la regola di alternanza oraria, che dal 6 aprile 1980 fissa l’entrata dell’ora legale nella notte tra il 28 e il 29 marzo in vigore fino al 25 ottobre, che coincide con l’ultima domenica del mese. Purtroppo, sono ben noti gli effetti negativi del cambiamento biologico a cui viene sottoposto il corpo e la mente: irritabilità, sbalzi d’umore accentuati e stanchezza diffusa. Fortunatamente, tutti questi sintomi sono destinati a scomparire nel giro di pochi giorni, in concomitanza con l’abitudine alla nuova variazione solare. L’effettivo risparmio energetico associato al cambiamento è oggetto di dibattito, in Italia, da molto tempo, al punto di poter diventare effettiva materia di discussione parlamentare attraverso l’iter conoscitivo proposto e curato dalla X Commissione della Camera dei deputati (Attività produttive, Commercio e Turismo, ndr). Questa Commissione ha infatti approvato i primi 'step' di un’indagine formale, che rilevi i benefici dell’ora legale permanente sul territorio nazionale e la conseguente ricaduta sui settori economici. Il processo deriva da una più ampia statistica condotta dall’Unione europea, che nel 2018 presentò il sorprendente risultato dell’84% di pareri favorevoli all’abolizione del cambiamento d’orario. Considerato il risultato definitivo dell’indagine statistica, l’Unione europea emanò, nel 2019, una direttiva che delegava ai singoli Paesi componenti la scelta di mantenere l’ora solare o di adottare quella legale per alcuni mesi dell'anno. Successivamente, la riforma venne accantonata a causa dalla pandemia da Covid 19 nel 2020, per poi essere recuperata in tempi recenti e sottoposta alla discussione politica generale. Esperti di ambiente, energia e sicurezza saranno chiamati presto a esprimere il proprio parere attraverso audizioni formali, ma ad oggi i dati sono chiari: dal 2004 al 2025, i numeri diffusi da Terna (società operatrice nel settore della trasmissione energetica elettrica) stimano un risparmio di 12 miliardi di kWh, equivalenti a circa 2,3 miliardi di euro. Convergono ulteriori dati positivi dalla Sima (Società italiana di medicina ambientale), che affermano come l’ora legale abbia concreti effetti sulla produzione di anidride carbonica, garantendo un taglio delle emissioni di quasi 200mila tonnellate annue. L’indagine conoscitiva dovrebbe concludersi verso la fine di giugno e potrebbe tramutarsi in una concreta proposta di legge, se l’esito dovesse incontrare un risultato favorevole.