
Si allarga l’emergenza meningite in Inghilterra, nata da un focolaio che ha avuto origine in un locale notturno della zona universitaria del Kent, nel sud del Paese anglosassone. Attualmente, si registrano due giovani vittime, di 18 e 21 anni, ma i contagi hanno raggiunto altre 27 persone infettate dal batterio del meningococco B. La malattia è da sempre motivo di preoccupazione a causa della sua viralità accentuata, determinata dalla sola esposizione ravvicinata tra individui e dalla rapida caduta del quadro clinico se non trattata con adeguati antibiotici. L’organo di sicurezza sanitaria nazionale britannica, la UK Health Security Agency, monitora da vicino la situazione confermando il numero dei contagi, tra i quali si registra una persona ricoverata in via precauzionale nella città di Londra e proveniente proprio dall’area del focolaio. In una nota apparsa sul sito del governo britannico, l’Agenzia per la sicurezza sanitaria ha inoltre affermato di aver reso disponibili gli antibiotici presso tutti i medici di base del Paese, per chi ha viaggiato nell’area del Kent. Il farmaco resta la prassi medica principale. Tuttavia, sta per essere avviato un programma di vaccinazione per tutti coloro che si trovano nel campus dell’Università del Kent, che conta tra studenti e personale almeno 5 mila persone. L’appello istituzionale risulta di estrema importanza, poiché agire per tempo sulla manifestazione della malattia - spesso improvvisa - attraverso una diagnosi precoce e un trattamento con antibiotici, può determinare la salvezza del paziente. Se non individuata subito, si può assistere nella rapida comparsa della meningite: un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello, determinando danni neurologici e, non di rado, lesioni necrotiche dei tessuti quando il batterio riesce a raggiungere il sangue, generando a sua volta una smisurata risposta immunitaria del corpo che può evolversi in perdita della vista, attacchi epilettici, problemi motori più o meno permanenti. Il premier britannico, Keir Starmer, si è unito agli appelli lanciati dagli organi sanitari nazionali, invitando coloro che hanno frequentato il locale notturno del Kent a rivolgersi alle autorità sanitarie per ricevere il trattamento antibiotico di profilassi. Attualmente, l’emergenza sembra essere circoscritta al sud dell’Inghilterra. Tuttavia, sono stati registrati 2 casi di ospedalizzazione anche in Francia, a causa di sintomi di meningite. La Ue, attraverso il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, al momento sembra gettare 'acqua sul fuoco', minimizzando i rischi oltre il confine inglese ritenendo basse le probabilità di registrare casi dopo che sono trascorsi i canonici 10 giorni di incubazione del batterio.