
In merito alla recente polemica tra l'onorevole Stefano Bonaccini e la presidente del Consiglio dei ministri, Gorgia Meloni, circa la nuova composizione sociale degli elettorati di destra e di sinistra, la pensiamo, più o meno, come il professor Giovanni Orsina: la 'puzza sotto al naso' di molti laureati che oggi parteggiano per i Partiti progressisti, può risultare un errore tattico molto grave. Anche perché, ci sono molti laureati che scrivono come bambini di terza elementare o forse peggio. E appare assai condivisibile anche la distinzione tra astrazione e concretezza, operata dall’esimio professore della Luiss in un'intervista rilasciata a Claudio Bozza per il 'Corriere della Sera', pur sottolineando che ciò non può trascendere in un elogio sperticato in favore dei lavoratori 'esecutivisti', a discapito di intellettuali e impiegati di concetto. Veniamo pertanto a ribadire al professor Orsina, che leggere qualche libro in più farebbe un gran bene a molti esponenti dell’attuale destra italiana. Per lo meno, per non far correre qualche rischio alla sua stessa docenza, dato che siamo anche 'a corto' di buoni editori. In secondo luogo, esiste una cosa ben peggiore della 'puzza sotto al naso': ovverosia, l’invidia nei confronti di chi, pur affrontando il 'tracollo' storico-internazionale dell’utopia rivoluzionaria di Karl Marx, stia cercando o abbia cercato, in questi ultimi decenni, di 'salvare' molte cose da quel passato. A cominciare dalla figura di Antonio Gramsci. Ciò al fine di evitare le evidenti 'scivolate' dell’onorevole Roberto Vannacci, quando parla di “distinzione gramsciana” in riferimento al reato di 'femminicidio', assai più mirato e specifico dell’omicidio genericamente inteso. Il nostro 'professorone' della Luiss dovrebbe, infatti, ricordare che il 'nesso dei distinti' fu lo strumento centrale della filosofia di Benedetto Croce e non di Antonio Gramsci. Il quale, non ha mai parlato di categorie, ma solamente di classi sociali. Proprio grazie al 'nesso dei distinti', il filosofo napoletano si permise di correggere - da autodidatta, mai laureato da alcun ateneo italiano - la 'dialettica degli opposti' di Friedrich Hegel (buono/cattivo; bene/male; bianco/nero; vero/falso), con le famose quattro 'forme' superiori dello Spirito (estetica, logica, economia ed etica). Quattro categorie ben distinte, ma non in opposizione tra loro, poiché ciascuna possiede una propria funzione specifica che non può essere assorbita o giudicata dai criteri delle altre. Ora, essere in grado di riconoscere una 'castroneria' del genere è frutto di buoni studi e sacrifici di molti ex studenti che oggi risultano laureati o semplicemente interessati al pensiero liberale nella sua accezione più nobile. Un impegno che andrebbe degnamente riconosciuto e rispettato. E chi li attacca, spesso per sottrarre loro proprio la 'lezione gramsciana' dell’alleanza tra contadini e operai, lo fa o come provocazione, cioè per motivazioni conflittuali di mera propaganda, oppure per semplice invidia. La prima categoria, cioè quella dello scontro a tutti i costi per mettere alla prova gli avversari politici, è tipica dei farabutti; la seconda, di solito, appartiene ai classisti, cioè a coloro che non credono in una società basata sui princìpi di solidarietà e di uguaglianza, bensì sul danaro, l’avidità predatoria o il semplice possesso materiale delle cose. Scelga dunque il professor Orsina, a quale categoria egli ritiene di appartenere.