Maria Chiara D'Apote

I film d'inchiesta americani sono spesso incentrati sul giornalismo investigativo o sugli scandali politici e istituzionali. Essi hanno segnato la storia del cinema, portando sul grande schermo casi realmente accaduti. Queste pellicole sono da considerare dei veri e propri capisaldi, che mostrano come il giornalismo sia uno strumento di democrazia e di ricerca della verità. Ma queste opere dimostrano anche una ciclica tendenza americana alle torsioni autoritarie, riemersa in questi anni con la presidenza di Donald Trump. Essendo venuto a mancare il nemico ideologico della 'Guerra fredda', gli Stati Uniti oggi giustificano la forte concentrazione dei poteri nell'esecutivo e il fastidio verso gli organi di controllo istituzionale alterando il sistema dei pesi e contrappesi e indebolendo i tradizionali presidi a tutela della democrazia liberale. Le 'terze vie' vengono sostanzialmente bandite dal dibattito pubblico, dopo che queste avevano svolto un ruolo assai prezioso durante i decenni di contrapposizione all’Unione sovietica. Noi, qui, abbiamo scelto alcune opere cinematografiche importanti proprio per segnalare come il sistema americano, in realtà, sia sempre stato tentato dalle svolte autoritaritarie e come il mondo 'hollywoodiano' abbia cercato di correggere tali torsioni ideologiche, svolgendo un ruolo culturale di ricostruzione di alcune vicende politiche significative.

'Tutti gli uomini del Presidente' (1976), diretto da Alan J. Pakula e interpretato da Robert Redford e Dustin Hoffman. Quest'opera è senza dubbio un film di genere che ha fatto scuola: Bob Woodward e Carl Bernstein sono i due giornalisti che, nel 1972, portarono alla luce i fatti del famoso scandalo 'Watergate', il quale determinò le dimissioni del presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, nel 1974. Questa pellicola vinse ben 4 premi Oscar ed è, pertanto, un film da non perdere.

'Frost/Nixon - Il duello' (2008), regia di Ron Howard: il presidente Richard Nixon è ancora lo 'spunto' per la trama di questo film, dove alcuni stralci delle interviste originali, registrate nell’estate del 1977 - cioè tre anni dopo le dimissioni del presidente - si alternano a magistrali scambi di battute tra Nixon (Frank Langella) e il giornalista britannico, David Frost (Michael Sheen). L’impianto teatrale della sceneggiatura, scritta da Peter Morgan, rende molto efficace la dialettica nei momenti salienti della 'docu-fiction'.

Il giornalismo al servizio della verità: dalla commedia al thriller investigativo
'Prima pagina' (1974),
per la regia di Billy Wilder: si tratta di una sceneggiatura estratta quasi di peso dall’omonima opera teatrale scritta da Ben Hecht nel 1928 e già portata al cinema nel 1931 e nel 1940, questo film è uno sguardo comico ed esilarante sul mondo del giornalismo: Jack Lemmon e Walter Matthau diedero vita a due splendide interpretazioni.

'Insider - Dietro la verità' (1999), regia di Michael Mann: il soggetto prende le mosse dall'articolo apparso su Vanity Fair: 'L'uomo che sapeva troppo'. Uno 'spy-movie' in cui Michael Mann dirige l’ottimo Russell Crowe nel ruolo di un ricercatore pronto a denunciare le bugie della sua azienda, una multinazionale del tabacco. Altri interpreti sono: Al Pacino e Christopher Plummer, naturalmente in grande spolvero.

'Good Night and Good Luck' (2005), per la regia di George Clooney: questo film è un omaggio di George Clooney dedicato a Edward R. Murrow della Cbs, storico avversario del 'maccartismo'. Un'opera in bianco e nero, ambiziosa e acclamata, che afferma i valori di un giornalismo libero e di denuncia contro le ingiustizie e le sopraffazioni del potere.

'Zodiac' (2007), regia di David Fincher: tratto dalla storia vera del killer dello Zodiaco nella San Francisco degli anni '60 e '70 del secolo scorso, 'Zodiac' è l'occasione per ammirare la costruzione dell'indagine dei giornalisti Paul Avery (Robert Downey Jr.) e Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal), più che della Polizia, rappresentata da Mark Ruffalo nei panni di Dave Toschi, ispettore al quale si ispirò anche il McQueen di 'Bullit'. Uno dei migliori film di David Fincher.

Film sul potere dei mass-media
'Quinto potere' (1976),
di Sidney Lumet: il grande Sidney Lumet, con questo lavoro ci racconta il mondo della televisione, indagando sulle conseguenze sociologiche del potere della comunicazione di massa. Memorabile il monologo di Peter Finch, punta di diamante di un cast eccezionale, composto da Faye Dunaway, William Holden e Robert Duvall.
 


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