Elisabetta Chiarelli

Lo scorso 26 agosto si è celebrata la Giornata mondiale del cane. Questa ricorrenza nasce nel 2004 negli Stati Uniti su iniziativa di Colleen Paige, esperta di stili di vita per animali domestici, per ricordare il giorno in cui la sua famiglia acquistò il loro primo cane, un Labrador a cui diedero il nome di Sheltie. L’importanza di una festività come questa risiede nel ruolo fondamentale che gli animali domestici hanno assunto non soltanto nella nostra vita quotidiana, bensì nella società. I cani, nello specifico, svolgono oggi una funzione nevralgica in molteplici settori del vivere civile. In particolare, a sostegno dei più fragili. Sono noti, infatti, i vantaggi della Pet Therapy. La presenza di tali animali nelle case di riposo, nei luoghi di cura o negli ospedali rappresenta, infatti, una tappa fondamentale nei percorsi di riabilitazione e di guarigione dei pazienti più critici. L’interazione tra questi pazienti e gli animali di affezione produce, come noto, l’effetto di ridurre l’ansia, placare lo stress e migliorare le capacità di relazione. Se il primo a promuovere i vantaggi dell’ippoterapia nelle cure mediche fu proprio il padre fondatore della medicina, Ippocrate, il neuropsichiatra infantile, Boris Levinson, ebbe modo di constatare, nel 1964, gli effetti benefici che la presenza di un cane 'jingle' avesse prodotto su un bambino affetto da autismo. Fu proprio da quel momento che con un 'pool' di colleghi, Levinson decise di approfondire i benefici che la vicinanza di animali domestici avrebbe sortito nel contesto delle cure mediche e riabilitative, in particolare a sostegno di anziani, bambini affetti da autismo, finanche a supporto di soggetti colpiti da gravi patologie neurologiche, quali il morbo di Alzheimer, l’ictus o l’epilessia. Intuendo il ruolo centrale che l’equilibrio psichico svolge nello sviluppo di talune gravi patologie, tra cui quelle oncologiche, si è pertanto avuto modo di appurare come un aiuto significativo sul versante psciologico, potesse essere decisivo nel processo di guarigione o di reazione a un dolore fisico o emotivo. In Italia, nel 2015, il ministero della Salute, dopo aver riconosciuto la validità della Pet Therapy e a seguito di numerose sperimentazioni sul campo iniziate nel 1997, ha dettato apposite linee guida in materia, stabilendo anche precise indicazioni sul trattamento degli animali che vengono coinvolti nelle terapie mediche. Questi dati evidenziano alcuni aspetti su cui è importante orientare la nostra riflessione. In particolare, ci rendiamo conto di non conoscere sostanzialmente nulla delle regole che dominano la natura e che riguardano, in particolare, le entità che ne fanno parte. Il mistero che aleggia circa i processi che portano il corpo umano ad ammalarsi, si intreccia agli interrogativi in merito alla natura più profonda degli animali, ai sentimenti che li abitano, alla loro capacità di osservare e comprendere la realtà. Dietro lo sguardo di un cane o di un animale di affezione, in generale, si cela un mondo di profonda empatia che non segue le regole della parola o delle consuetudini sociali, bensì dell’ascolto, dello sguardo attento e denso di significato, del contatto fisico delicato quando se ne ha più bisogno. E’ come se tra noi e loro, quando ci predisponiamo a entrare in relazione con essi, s'instaurasse un canale di comunicazione inedito, basato su sentimenti profondi, che sino a quel momento forse non sapevamo neppure di avere e su emozioni che non saremmo in grado di esprimere e di condividere nell’ambito dei rapporti umani. Pertanto, solo prendendo coscienza che ogni essere senziente è parte integrante dell’equilibrio cosmico e che esiste un’osmosi fondamentale tra i reciproci contributi di tutte le creature viventi, sarà possibile porre le basi per una condotta più consapevole e maggiormente rispettosa della natura, delle sue leggi e di chi ne fa parte.
 


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