
La storia di Gino Paoli è controversa, ma al tempo stesso molto affascinante, degna di grande ammirazione. Soprattutto per i più, è ricca di grandi successi musicali, che hanno segnato indelebilmente la storia culturale e musicale del nostro Paese. C’è un dettaglio, però, che colpisce anche la nostra curiosità. Non tanto perché legato a quel proiettile che, nel 1963, si incastrò a pochi millimetri dal suo cuore, quanto alle cause che determinarono quel suo gesto, non riuscito, di tentare il suicidio, per fortuna sua e dei suoi tanti ammiratori. Sui giornali di 'gossip' risulta che tentò di spararsi quando si lasciò con l’attrice Stefania Sandrelli, all’epoca ancora minorenne, mentre lui era già sposato con Anna Fabbri, compagna di scuola e amica di banco di Luigi Tenco. Risulta anche che Tenco ebbe un incontro amoroso con la Sandrelli, dopo il quale Luigi telefonò a Gino con Stefania ancora in camera. Di questo episodio rimane, forse, soltanto la creatività dei due grandi artisti, entrambi autori di due diverse canzoni con lo stesso titolo: ‘Angela’, ovvero il nome del personaggio interpretato pochi mesi prima dalla Sandrelli nel film ‘Divorzio all’italiana’. Risulta anche che Tenco fosse in collera per certi atteggiamenti di Paoli, che molto aveva ottenuto, in termini artistici, dal grande Umberto Bindi, che fu davvero un maestro per tutti i cantautori genovesi. Quali ingiustizie Tenco volesse appianare rimettendo in ordine, a modo suo, le diverse situazioni caotiche che Paoli aveva creato con gli amici e, forse, anche con le compagne dei loro amici, approfittando della sua popolarità? Questa è una domanda che trova una risposta soltanto nelle ricerche approfondite degli storici. Tuttavia, il dubbio è tornato 'a galla' quando abbiamo letto il messaggio di condoglianze che la famiglia Tenco ha rivolto alla famiglia di Gino Paoli nel giorno della sua scomparsa e che riportiamo per intero: “Avevamo provato ad incontrarlo la scorsa estate per parlare di quelle cose rimaste nella memoria di chi, ormai, non c'è più. Di lui alle prime armi nella musica, ci rimangono il ricordo di quando il nostro Luigi Tenco lo volle nella sua prima rock band per la simpatia che trasmetteva e di altri episodi avventurosi che hanno caratterizzato la loro straordinaria giovinezza, fino alla rottura del 1963, su cui non ci siamo mai pronunciati, nonostante le tante inesattezze del gossip. Vogliamo ricordarlo con la sua ultima apparizione come ospite al Festival durante la quale, preso da una spontanea sincerità e da mal di sassi nelle scarpe, venne garbatamente interrotto da quattro-cinque persone e accompagnato fuori dal palco, regalandoci ancora una volta la sua inconfondibile simpatia e tanta ilarità. Se esiste un aldilà, sarà certamente il luogo migliore per parlare di ciò che loro due vorranno. A sua moglie Paola, ai suoi figli e a tutti i suoi cari rivolgiamo le nostre sentite condoglianze”. Firmato: Famiglia Tenco. Quali siano le “tante inesattezze del gossip” a cui ha fatto riferimento la famiglia Tenco relativamente al 1963? Quasi quasi non vorremmo saperlo. Perché, in fondo, noi semplici ammiratori di questi grandi personaggi preferiamo idealizzarli per i capolavori che ci hanno lasciato. Che riposino entrambi in pace.