Ludovica Zurzolo

Negli ospedali, nelle scuole e nelle strutture residenziali per anziani, la presenza degli animali sta diventando sempre più frequente. La 'pet therapy' - o gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa) - si è rivelata un valido supporto ai percorsi di cura tradizionali, grazie a interventi strutturati e riconosciuti anche in ambito sanitario. “Non si tratta di attività ricreative improvvisate, ma di interventi progettati con obiettivi precisi, in cui la relazione con l’animale diventa parte integrante del percorso di cura”, spiegano alcuni operatori del settore. La 'pet therapy' utilizza la relazione tra esseri umani e animali, per favorire il benessere fisico, emotivo e sociale delle persone. Non si tratta di un semplice passatempo, ma di un’attività svolta da professionisti qualificati con animali selezionati e addestrati. Gli interventi possono avere finalità terapeutiche, educative o di supporto e coinvolgono non solo cani, ma anche gatti, cavalli, asini e conigli, a seconda del contesto e degli obiettivi. Tra i destinatari più comuni troviamo bambini con difficoltà relazionali o disturbi dello sviluppo, anziani, pazienti ospedalizzati, persone con disabilità fisiche o cognitive e chi vive situazioni di stress, solitudine o disagio emotivo. In ambito scolastico, per esempio, la presenza di un animale può aiutare a migliorare l’attenzione, ridurre l’ansia e favorire l’inclusione. Nelle case di riposo, invece, gli animali stimolano la memoria, il movimento e il dialogo. E’ proprio il contatto con un animale ad attivare diverse risposte positive. Numerosi studi indicano che l’interazione 'uomo-animale' può ridurre i livelli di stress, favorire il rilassamento, migliorare l’umore, stimolare la comunicazione. L’animale non giudica, non fa domande, non chiede spiegazioni e, per molte persone, diventa un 'ponte emotivo', capace di facilitare l’espressione delle emozioni anche nei soggetti più chiusi o fragili. E’ quindi importante chiarire un punto fondamentale: la 'pet therapy' non è un’attività improvvisata. Dietro ogni intervento c’è un’équipe di professionisti composta da figure come psicologi, educatori, medici e coadiutori dell’animale. Anche gli animali devono essere preparati con attenzione. Per questo motivo, essi debbono avere un temperamento adatto, essere in buona salute e lavorare nel pieno rispetto del loro benessere. Le sessioni hanno una durata limitata, per garantire che l’animale non venga mai forzato e possa beneficiare di adeguati momenti di riposo. Il rispetto reciproco è alla base della relazione. In un mondo sempre più veloce e digitale, la 'pet therapy' rappresenta un ritorno a un rapporto autentico, fatto di presenza, contatto e ascolto. Non sostituisce le cure mediche o psicologiche, ma può essere un prezioso complemento, capace di migliorare la qualità della vita di molte persone.

 


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