
La politica è stata sostituita dall’economia. E’ stata la politica che ha permesso a Giorgia Meloni di resuscitare un Partito che sembrava un residuo dell’estrema destra, per raccogliere consenso e diventare un’interlocutrice credibile per l’Unione europea e per le élite economico-finanziarie. Senza rinunciare, almeno in una prima fase, alla propria 'periferia' di neonazisti e neofascisti. Tuttavia, giunta al governo, la stessa Giorgia Meloni ha dovuto rinunciare a un serie di proclami roboanti e di promesse utopiche, per adeguarsi ai dettami del mondo economico. Ora, se anche la sinistra italiana vuol diventare una forza credibile di alternativa democratica, essa deve saper gestire tutte le contraddizioni del caso, derivanti da quella che Zygmunt Bauman definì: “Società liquida”. Le rivoluzioni arabe non avevano dei modelli precisi di riferimento: non erano né socialiste, né panarabe; né islamiste, né terzomondiste o antimperialiste. Gli stessi 'gilets jaunes', in Francia, non sono scesi in piazza guidati da una bandiera rossa. Questi semplici esempi dimostrano come esistano delle forze radicali con grandi potenzialità, ma prive di coscienza storica. La quale, invece, è necessaria per riuscire a 'incanalare' e a guidare un forte sentimento di protesta. La passionalità politica - o la 'mistica', come si suol dire in certi ambienti - è ben presente nella struttura 'sentimentale' della sinistra. Essa ha svolto un ruolo non secondario in molti casi: le madri di Plaza de Mayo a Buenos Aires, in Argentina, sfilarono con i ritratti dei propri mariti e dei loro figli 'desaparecidos'. E il movimento 'Black Lives Matter' ha rappresentato un altro esempio di come i sentimenti possano trascinare al voto, reclamando tutta una serie di istanze popolari. L’autoritarismo dirigista delle destre più bigotte e nostalgiche è un’opzione che si può evitare, insistendo sulla catastrofe ecologica in quanto destino ineluttabile. E’ ormai necessario proporre una modifica sostanziale del nostro modello di società, in una direzione in grado di fornire nuove opportunità alle giovani generazioni. Per i giovani, questa sarebbe l’occasione per 'produrre discorso' e provare a pensare a un futuro in grado di scongiurare cataclismi o disastri. Non si tratta di innescare una sorta di ritorno alle utopie ideologiche basate su un principio di speranza, ma di ricorrere a un’inversione di tendenza fondata attorno a un’escatologia negativa, in grado di porre seriamente una questione di etica della responsabilità. Se osserviamo quanto avvenuto in Italia negli ultimi anni, ci accorgiamo di come sia stato imposto a cittadini uno sterile 'arrocco' intorno a un modello rigido e inattuale di società. Ma il successo delle destre è giunto dopo una forte campagna di stigmatizzazione e di criminalizzazione contro una parte del mondo politico. Il quale, anziché ribattere con forza a una serie di attribuzioni gratuite, come nel caso di Bibbiano, ha 'balbettato' confusi progetti di riforma. Non c’è da stupirsi se gli eredi del fascismo siano giunti al governo traendo profitto da una messa in 'soffitta' del liberalismo, del socialismo e di tutte le diverse istanze provenienti dalla società civile. La sconfitta delle sinistre, in tal senso, era inevitabile, poiché basata su una sostanziale rimozione del passato e, cioè, della propria coscienza storica (e della stessa memoria, ndr). Tuttavia, tensioni e contraddizioni della nuova destra al potere si stanno ormai manifestando apertamente. Più che alle scelte ideologiche, il successo di Giorgia Meloni era stato determinato da una confusa percezione populista di opposizione al 'pensiero unico' e al politicamente corretto, alla cultura 'woke' e a tutte le sciocchezze messe in circolazione da un sistema mediatico che possiede anch’esso una serie di gravi responsabilità. Ma quando le destre si rivelano, come nel recente caso di Donald Trump, come l’incarnazione stessa dell’autoritarismo amorale, è inevitabile che anch’esse vadano incontro a problemi. Potranno forse apparire delle forze di governo legittime, agli occhi delle élite, ma perderanno consenso tra i ceti popolari che le hanno sostenute.
Direttore responsabile di www.laici.it