Carla De LeoDopo il successo della precedente edizione, capace di raccogliere 79 eventi con quasi 400 speakers e superare la quota di 10 mila presenze di pubblico, dal 17 al 25 ottobre 2019 a Roma, presso diverse sedi istituzionali e ambasciate arriva la decima edizione della prima manifestazione al mondo dedicata alla diplomazia, alla geopolitica e alle relazioni internazionali. Nei suoi dieci anni di vita, il Festival della diplomazia ha assistito e raccontato l'elezione di tre presidenti della Commissione europea, due presidenti degli Stati Uniti d'America e otto ministri degli Affari Esteri del Governo italiano. Ha testimoniato l'inizio di 11 conflitti internazionali e la cessazione di 12 guerre sparse per il mondo, oltre ad aver portato l'attenzione con gran tempestività su temi come Wikileaks, la Brexit, la lotta alle diseguaglianze, i cambiamenti climatici e la nuova 'Via della seta'. Un universo, quello della politica internazionale, interconnesso e complesso, che sembra esercitare sempre meno fascino nei giovani studenti e mostra il graduale declino della laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali: dal primo istituto aperto a Firenze nel 1875, sono 36 gli atenei che propongono un corso di studio in queste materie, ma nell'ultimo decennio si è osservata una diminuzione degli iscritti di ben 20 mila unità. Per continuare nel percorso di comprensione e analisi dei fenomeni europei e globali, il Festival della diplomazia prenderà in prestito dalla mitologia romana il titolo della decima edizione: 'Le due facce di Giano - La transizione a un nuovo mondo', che sintetizza l'obiettivo di lavorare con uno sguardo rivolto al passato, alla competenza e all'esperienza, e uno rivolto al futuro per capire le trasformazioni in corso. Il ricco programma si declinerà su tre tracce principali: 1) la sfida della governance, il contenitore che affronta le questioni relative ai temi della geopolitica e degli equilibri internazionali, in un quadro continuamente in fibrillazione, con nuovi attori pronti a prendere la scena e figure consolidate obbligate a trasformarsi o lasciare il passo; 2) la dittatura degli algoritmi è il tema che, invece, analizzerà le novità introdotte dalla tecnologia, in particolare dalla rete e dall'intelligenza artificiale, capaci di semplificare la quotidianità, ma anche di portare con sé sfide etiche e di supremazia industriale e geopolitica, come dimostrano le questioni relative ai 'big data' e alla comunicazione mobile; 3) infine, la parabola della crescita sarà la chiave per raccontare il grande tema dello sviluppo sostenibile, che ha portato l'arte della diplomazia ad affrontare nuove sfide e a specializzarsi in materie di negoziato ambientale, culturale e commerciale. Fra gli appuntamenti già definiti, il Festival della diplomazia proporrà al Teatro Palladium lo spettacolo 'Berlino, cronache dal muro' di Ezio Mauro in una conferenza teatrale che ripercorre le vicende che hanno segnato la recente storia europea. Officine Fotografiche ospiterà inoltre un nuovo progetto fotografico dedicato alle migrazioni e alle identità, mentre il cinema 'Apollo 11' sarà la sede di una rassegna di documentari dedicati alla geopolitica. Saranno oltre 80 gli eventi in programma, con relatori provenienti da oltre 30 Paesi, 30 le location, 8 le università coinvolte e una ampia rete di istituti di ricerca in politica internazionale. Organizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e di Roma Capitale, il Festival della diplomazia, è ormai un classico appuntamento per la comunità diplomatica presente in città, che s'incontra e dibatte in sedi istituzionali e luoghi 'altri', rendendo Roma l'assoluta protagonista della discussione e dell'analisi geopolitica e diplomatica.


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