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    <title>Mariangela Camocardi: &quot;Vado dove mi porta la penna&quot;</title>

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    <category>GENERICO</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 15:09:00 GMT</pubDate>
    <author>Clelia Moscariello</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1457"><img src="http://www.laici.it/writable/Immagini/BisMariangela.jpg" alt="Clelia Moscariello" title="Clelia Moscariello" border="0" align="left" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">La scrittrice <b>Mariangela Camocardi</b> festeggia i 25 anni di collaborazione con la casa editrice <b>Mondadori.</b> La sua penna &#232; stata definita: &#8220;La firma italiana che fa sognare&#8221;. Il suo ultimo libro, intitolato <b>&#8216;Chi voglio sei tu&#8217;,</b> &#232; ambientato nell&#8217;epoca delle &#8216;Belle Epoque&#8217; e ha come protagoniste le &#8216;sciantose&#8217;. L&#8217;opera sta gi&#224; riscuotendo molto successo tra le numerose lettrici del genere &#8216;romance&#8217;. Una grande autrice e un&#8217;affettuosa amica di tutti i ragazzi delle redazioni di <b>&#8216;Periodico italiano magazine&#8217;</b> e <b>&#8216;Laici.it&#8217;.</b> Abbiamo quindi deciso di dedicarle un&#8217;ampia intervista sulle sue recenti novit&#224; professionali. Mariangela &#232;, infatti, anche caporedattrice della rivista <b>&#8216;Romance Magazine&#8217;,</b> diretta da <b>Franco Forte</b> ed &#232; una donna forte, che ha sempre creduto che i sogni si possano realizzare.<br><br><b>Mariangela Camocardi, lei &#232; l&#8217;autrice della famosa frase: &#8220;Vale sempre la pena di credere nei propri sogni&#8221; ed &#232; stata definita &#8220;la firma italiana che fa sognare&#8221;. Il suo ultimo romanzo, &#8216;Chi voglio sei tu&#8217;, ha gi&#224; riscosso un enorme successo: che sogni coltiva oggi?</b><br>&#8220;Innanzitutto, cara Clelia, ringrazio te e il direttore per questa intervista. Quanto ai sogni: che vita sarebbe mai la nostra senza il meraviglioso dono elargito da un&#8217;entit&#224; divina che conosceva bene la fragile natura degli umani? I sogni sono un nutrimento insostituibile per le nostre anime: rappresentano il carburante per farci procedere nel grigiore che ci circonda, infondendo in noi la forza di farcela, quale che sia l&#8217;obiettivo che vogliamo raggiungere. Chi ha dei sogni e vuole realizzarli ha una marcia in pi&#249; ma, soprattutto, ci&#242; permette di acquisire la capacit&#224; di riuscire negli intenti prefissati, cancellando dal proprio dizionario la parola &#8216;arrendersi&#8217;. Lo ribadisco: vale sempre la pena di credere nei propri sogni, anche i pi&#249; audaci. Mai porre limiti alle nostre potenzialit&#224;. A definirmi &#8220;la firma italiana che fa sognare&#8221; fu Sandrone Dazieri, mio editor alla Mondadori, famoso scrittore che i lettori del genere &#8216;noir&#8217; conoscono bene&#8221;.<br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Ma i cittadini non ci guadagnano niente</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1455</link>
    <category>L'ANALISI</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 13:48:38 GMT</pubDate>
    <author>Susanna Schimperna</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1455"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/Susanna Schimperna.jpg" alt="Susanna Schimperna" title="Susanna Schimperna" border="0" align="left" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Il fatto che i verbi liberalizzare e privatizzare siano ormai utilizzati
 come sinonimi dovrebbe essere insopportabile e allarmante, invece pare 
normale e lecito. Peccato che comporti uno svilimento assoluto del 
meraviglioso termine &#8220;libert&#224;&#8221;, ma soprattutto, sul piano pragmatico, 
rappresenti una vera e propria frode. D&#8217;altra parte perch&#233; 
meravigliarsi, in un momento in cui &#8220;socialismo&#8221; e &#8220;comunismo&#8221; suonano 
come parolacce, e dimenticando quanto di sano ci sia in una visione 
della societ&#224; che vede l&#8217;individuo agire in armonia con gli altri, si 
sceglie di ricordare solo &#8211; e sono ormai slogan &#8211; che il socialismo ha 
fallito, che il comunismo ha prodotto bagni di sangue.<br><br></span></p>]]></description>
    <guid>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1455</guid>

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    <title>La primavera araba un anno dopo</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1454</link>
    <category>APPROFONDIMENTO</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 13:43:03 GMT</pubDate>
    <author>Leonardo Guerrini</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1454"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/Leonardo Guerrini.jpg" alt="Leonardo Guerrini" title="Leonardo Guerrini" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">L&#8217;hanno definita &#8216;primavera araba&#8217; o, per darle un tono pi&#249; colorito, la rivoluzione dei gelsomini. Altre simili espressioni descrivono i moti di proteste nel mondo islamico iniziati nei primi giorni del 2011 dalla Tunisia e poi diffusisi negli altri Stati. A un anno di distanza, &#232; la Siria l&#8217;unico teatro di scontri attivo, ma dagli esiti ancora incerti, anche se l&#8217;Egitto ha vissuto, nelle scorse settimane, dei rigurgiti di violenza e la penisola araba &#232; sotto stretta osservazione per le incalcolabili conseguenze di una sua possibile &#8216;implosione&#8217;.<br><br><br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Voglio fare la badante</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1453</link>
    <category>IL PUNTO</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 13:34:39 GMT</pubDate>
    <author>Francesco Fravolini</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1453"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/fotofrancesco2010.jpg" alt="Francesco Fravolini" title="Francesco Fravolini" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Le esigenze della nuova societ&#224; stravolgono il mondo del lavoro, portando le badanti in pole position come figura professionale pi&#249; richiesta. Il numero di lavoratori domestici stranieri &#232; quintuplicato raggiungendo 711mila presenze. &#200; positivo il bilancio finanziario dell'Inps che riceve, nel 2010, 700milioni di euro. Nel complesso c'&#232; un cospicuo versamento di contributi all'Istituto previdenziale pari a 834 milioni di euro, di cui l'83,9% da colf e badanti di origine straniera (699 milioni di euro). Nell'ultimo periodo (2001-2010) aumentano i contributi depositati del +274,8%, mentre la parte riguardante gli immigrati &#232; del +487,6% (quasi sei volte). Se rapportiamo il valore delle somme pagate e il numero di lavoratori domestici, possiamo calcolare un versamento medio annuale a persona di 957 euro. Se gli italiani pagano 834 euro, gli stranieri si fermano a 985 euro, di cui 1.000 euro per i lavoratori extracomunitari e 946 euro per quelli comunitari. I dati emergono da una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa, mediante un attento esame degli ultimi dati Inps sui lavoratori domestici iscritti all'istituto previdenziale.<br><br><br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Comunicazione ai lettori</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1456</link>
    <category>L'OPINIONE</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 14:35:53 GMT</pubDate>
    <author>Vittorio Lussana</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1456"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/VIK.jpg" alt="Vittorio Lussana" title="Vittorio Lussana" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Il tribunale civile di Firenze sta per annotare sul pubblico registro della stampa l&#8217;avvenuto cambio di direzione responsabile di www.laici.it, il quale vedr&#224; presto la firma del sottoscritto. Non si tratta di uno sconvolgimento particolare: l&#8217;amico Alessandro Lozzi, che ha guidato la testata in questi primi entusiasmanti 10 anni di vita, rimarr&#224; nel gruppo dirigente del sito in qualit&#224; di direttore editoriale e proprietario della testata medesima. Ci&#242; a testimoniare una sostanziale continuit&#224; di linea che questo tenace organo di informazione vuole mantenere anche per il futuro. Nel corso di quest&#8217;anno sono inoltre previsti una serie di cambiamenti grafici che renderanno questo spazio ancor pi&#249; vivace, ampliandone la capacit&#224; di informazione. Di recente, ho pensato spesso a questi dieci anni di lavoro: all&#8217;inizio, laici.it voleva occuparsi di singoli temi con riflessi anche sociali, culturali ed economico-scientifici che, tuttavia, rimanevano sullo sfondo, poich&#233; il nostro profilo generale intendeva essere eminentemente politico. In seguito, un certo malessere nei confronti di un ambiente e di un dibattito via via sempre pi&#249; desolante ci hanno spinti ad alzare il &#8216;tiro&#8217; a un livello culturale e di analisi pi&#249; alto, soprattutto al fine di evitare polemiche sempre pi&#249; accese ed esacerbanti, oltrech&#233; inconcludenti. In tal modo, siamo riusciti a stimolare maggiormente il dibattito complessivo, anticipando spesso temi e argomenti, nonch&#233; fornendo indicazioni e suggerimenti che hanno allargato il circuito dei nostri lettori.<br><br></span></p>]]></description>
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    <title>I 120 anni del Psi</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1452</link>
    <category>MONDO LAICO</category>
    <pubDate>Sun, 5 Feb 2012 13:01:56 GMT</pubDate>
    <author>Giovanni Palillo</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1452"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/Giovanni Palillo.jpg" alt="Giovanni Palillo" title="Giovanni Palillo" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">E&#8217; difficile, se non impossibile, tracciare in poche righe la lunga e gloriosa storia del socialismo italiano. Si tratta di un&#8217;esperienza dura e complicata, spesso attraversata da lacerazioni e scissioni. Una storia che ha segnato tutto il Novecento e che ha visto il Psi al centro del dibattito politico sempre dalla parte dei pi&#249; deboli e del mondo del lavoro. Possiamo dire che il socialismo democratico ha influenzato positivamente l&#8217;evolversi del Paese attraverso il graduale passaggio dal mondo contadino, segnato spesso dalla dominanza degli agrari, a uno industriale e dei servizi, con una crescita complessiva delle conoscenze e dei saperi che consentono all&#8217;Italia di essere l&#8217;ottava potenza economica della Terra. Un percorso, quello del Psi, che si &#232; dispiegato nel campo del progressismo italiano in un rapporto difficile con l&#8217;altra &#8216;costola&#8217; della sinistra: quella comunista. I peggiori momenti del Psi, in cui c'&#232; stata una perdita di ruolo nazionale, sono stati quelli in cui l&#8217;autonomismo socialista &#232; stato indebolito e accantonato a favore di una indistinta unit&#224; delle sinistre a egemonia comunista. Aveva ragione Giacomo Matteotti ad affermare che i socialisti debbono stare coi socialisti e i comunisti coi comunisti, non potendosi unire e confondere storie profondamente diverse e perci&#242; necessariamente distinte. Le vicende internazionali, la seconda guerra mondiale e la successiva 
divisione in blocchi hanno pesato sulle scelte unitarie del Psi a 
sinistra.<br><br></span></p>]]></description>
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