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  <copyright>Copyright (c) 2010 Laici.it</copyright>
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    <title>Paolo Carsetti: &quot;Si scrive acqua, si legge democrazia&quot;</title>

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    <category>GENERICO</category>
    <pubDate>Tue, 7 Sep 2010 10:41:24 GMT</pubDate>
    <author>Daniela Stanco</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1079"><img src="http://www.laici.it/writable/Immagini/paolocarsetti.jpg" alt="Daniela Stanco" title="Daniela Stanco" border="0" align="left" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b>Paolo Carsetti </b>&#232; il Responsabile della Segreteria operativa del Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua. Lo abbiamo intervistato al fine di approfondire una questione, quella della privatizzazione dell&#8217;acqua, che coinvolge tutti gli italiani e che &#232; destinata ben presto a tornare di stretta attualit&#224;.<br><br><b>Paolo Carsetti, il 31 marzo 2010 avete depositato in Cassazione i tre quesiti referendari per l&#8217;acqua pubblica, il 25 aprile &#232; iniziata la raccolta delle firme e il 19 luglio siete riusciti a consegnare in Cassazione ben 1.401.492 firme di cittadini italiani che dicono &#8220;si&#8221; ai referendum, molte pi&#249; del necessario&#8230;</b><br>&#8220;Nessun referendum nella Storia repubblicana ha raccolto tante firme. La sfida che il comitato promotore ha davanti &#232; quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre &#8216;s&#236;&#8217; la prossima primavera, quando si terr&#224; il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del &#8216;risveglio democratico&#8217; a cui si &#232; assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile. Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi, almeno fino alla data di disvolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dallo stesso decreto. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il decreto. Il percorso che ha condotto ai referendum ha preso il via all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Si &#232; andata costituendo una grande coalizione sociale che comprende associazioni che fanno riferimento al mondo cattolico, dei consumatori, ambientaliste, un po&#8217; tutte le culture, proprio a seguito dell&#8217;approvazione del decreto Ronchi, che ha smosso tutte le coscienze ed eliminato qualsiasi ambiguit&#224; sul processo di privatizzazione dell&#8217;acqua&#8221;.<br><br><b>Quindi, se potevano esserci dei dubbi, con il decreto si sono sciolti?</b><br>&#8220;S&#236;. In un primo tempo, alcune realt&#224; avevano forti perplessit&#224; sulla campagna che noi portiamo avanti da tanti anni. Con l&#8217;approvazione del decreto Ronchi, tutti i dubbi si sono sciolti perch&#233; quel decreto sancisce la totale e definitiva privatizzazione dell&#8217;acqua potabile in Italia&#8221;.<br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Bipolarimso 'umorale'</title>

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    <category>L'ANALISI</category>
    <pubDate>Sun, 5 Sep 2010 20:44:27 GMT</pubDate>
    <author>Alessandro Pallaro</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1076"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/Pallarobis.jpg" alt="Alessandro Pallaro" title="Alessandro Pallaro" border="0" align="left" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">&nbsp;Mani tese e fischi, offensiva di pace e sonore contestazioni. La politica ha scoperto il bipolarismo &#8216;umorale&#8217;, in questo finale di stagione, con i leader che hanno provato a parlarsi e le piazze e i fans che protestano all&#8217;interno dei rispettivi schieramenti. Il premier, con una mano ha tolto il processo breve dal tavolo dei cinque punti per il rilancio dell&#8217;azione di Governo, mentre l&#8217;altra l'ha tesa ai &#8216;finiani&#8217; affinch&#233; tornino nel Pdl promettendo &#8220;amicizia&#8221; e &#8220;lealt&#224;&#8221; anche &#8220;nel momento della formazione delle liste elettorali&#8221;.<br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Il perfetto dirigente 'diligente'</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1078</link>
    <category>ECONOMIA</category>
    <pubDate>Mon, 6 Sep 2010 20:55:04 GMT</pubDate>
    <author>Francesca Buffo</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1078"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/fra2.jpg" alt="Francesca Buffo" title="Francesca Buffo" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Crisi, inflazione e deflazione sono termini ormai triti e ritriti in un mercato del lavoro che sembra sgretolarsi implacabilmente. La maggior parte degli italiani di fronte a tale situazione attribuisce gran parte della colpa all&#8217;adozione dell&#8217;euro come moneta unica o alla bolla immobiliare Usa. Chi invece nel mercato del lavoro opera a livello imprenditoriale, e pi&#249; specificamente nell&#8217;ambito della piccola e media impresa, negli ultimi anni ha coltivato, spesso sulla propria pelle, un diverso punto di vista.<br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Torniamo al proporzionale</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1074</link>
    <category>IL PUNTO</category>
    <pubDate>Fri, 3 Sep 2010 20:24:31 GMT</pubDate>
    <author>Luca Bagatin</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1074"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/Bagatin.jpg" alt="Luca Bagatin" title="Luca Bagatin" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Si ritorna a parlare di riforma del sistema elettorale, ma ancora una volta la gran parte dei &#8216;comitati di affari&#8217; - ops, scusate, dei Partiti - sembra non voler andare al nocciolo del problema, ovvero restituire ai cittadini la libert&#224; di eleggere i loro rappresentanti, senza antidemocratici sbarramenti e senza maggioritari &#8216;spazzatutto&#8217;. L&#8217;attuale legge elettorale, che sino a oggi ha fatto comodo tanto al Pd quanto al PdL, &#232; una norma palesemente incostituzionale e antidemocratica in quanto stabilisce che gli eletti siano nominati direttamente dai Partiti stessi e non per mezzo del democratico sistema delle preferenze. Ha poi l&#8217;abnorme difetto di prevedere uno sbarramento al 4% che manda al macero milioni di voti di elettori che hanno scelto Partiti che ad esempio hanno avuto il 3, il 2 o l&#8217;uno per cento delle preferenze. In questo contesto, ritengo pi&#249; che legittimo il non andare a votare, proprio per non avallare tale sistema autoritario. Orbene, c&#8217;&#232; chi propone ancora una volta una fantomatica uninominale, senza tener conto che non siamo gli Stati Uniti d&#8217;America e sorvolando sul fatto che in Gran Bretagna una legge elettorale di questo tipo sta inesorabilmente naufragando, dimostrando di non garantire affatto la governabilit&#224; o la stabilit&#224; dei Governi.<br><br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Storia di un Paese ridicolo</title>

    <link>http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1077</link>
    <category>L'OPINIONE</category>
    <pubDate>Sun, 5 Sep 2010 23:42:52 GMT</pubDate>
    <author>Vittorio Lussana</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1077"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/VIK.jpg" alt="Vittorio Lussana" title="Vittorio Lussana" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">L&#8217;Italia &#232; un Paese ridicolo. E i suoi attuali esponenti politici non sono altro che delle stanche maschere comiche. I moderati sono rimasti con la loro miserevole formazione clerico-fascista, cos&#236; come gli uomini della sinistra sono ancora fermi al loro falso progressismo e alla loro tiepida tolleranza. Una nuova forma di potere ha realizzato una falsa politica. E tanti giovani che sono diventati adulti proprio in questi anni stanno pagando questa falsit&#224; in modo atroce. Una falsa rivoluzione ha generato una societ&#224; che ha distrutto cinicamente la vera cultura politica, sommergendo ogni cosa nella pi&#249; totale irrealt&#224;. Pu&#242; un Paese collocarsi al di fuori della propria Storia? No, non pu&#242;. E questo uscire dalla Storia al fine di adottare un&#8217;ottica culturalmente falsa e bugiarda &#232; stato un atto da reazionari. I nostri organi di informazione si sono prestati volentieri a favorire, in un modo o in un altro, l&#8217;ascesa di questa nuova politica, poich&#233; essa sembrava adatta a soddisfare il bisogno spiritualistico della maggioranza degli italiani, i quali, sia pur inconsapevolmente, sono essi stessi dei nefandi materialisti. Da pi&#249; parti, si torna a parlare di etica della politica. Ma l&#8217;etica, soprattutto in politica, rappresenta soltanto la qualit&#224; di chi non ne possiede altre: &#232; uno di quei canoni di condotta, anzi il primo canone, della piccola borghesia pi&#249; arruffona e ripugnante, un modo per riempirsi la bocca di parole utili solamente a coprire altre parole, a nascondere nuovi ipocriti ricatti.<br><br><br><br></span></p>]]></description>
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    <title>Furbetti padani</title>

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    <category>MONDO LAICO</category>
    <pubDate>Sun, 5 Sep 2010 19:53:56 GMT</pubDate>
    <author>Antonio Di Giovanni</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=1075"><img src="http://www.laici.it/writable/Foto/AntonioFB.jpg" alt="Antonio Di Giovanni" title="Antonio Di Giovanni" border="0" align="right" /></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Un bel tuonare a rovescio, a quanto pare, per la Lega Nord. In questi ultimi anni, infatti, il gridare &#8220;Roma ladrona&#8221; fino alla nausea sembra ormai un lontano ricordo. Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, gi&#224; in passato finito sui giornali per lo scandalo dello scambio di assunzioni delle rispettive mogli con l&#8217;allora sottosegretario agli Interni Balocchi, torna prepotentemente alla ribalta con un altro scandalo: alla faccia di Romaladrona. Soprannominato &#8220;Ballaman recordman&#8221; per la spropositata lista di viaggi non sempre chiari, il politico friulano chiedeva pure&nbsp; 3 mila e 200 euro di rimborso al mese alla Regione - oltre allo stipendio lordo di 16 mila e 500 euro - gridando al complotto: &#8220;Probabilmente&#8221;, dice &#8220;mi sono inimicato qualche autista&#8221;. Scusante molto debole per uno che &#8220;ce l&#8217;ha duro&#8221;. C&#8217;era da andare a prendere i parenti della moglie all&#8217;aeroporto? &#8220;Autista: la macchina&#8221;! Voleva vedere la partita di calcio Padania-Tibet? &#8220;Autista: la macchina&#8221;! Era invitato a pranzo dai suoceri? &#8220;Autista: la macchina&#8221;! Finch&#233;, tutti questi viaggi assai poco istituzionali sono finiti in un dossier sul quale &#232; stata aperta un&#8217;inchiesta della Corte dei Conti. Roba da non crederci: un presidente del Consiglio regionale della Lega Nord, il Partito che era nato tuonando contro le &#8216;auto blu&#8217;.<br><br><br></span></p>]]></description>
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