Vittorio Lussana

Lo scorso 27 febbraio ha debuttato a Brescia il nuovo spettacolo satirico e provocatori dell’ex comico e regista, voce fuori dal coro e creatore di contenuti con oltre 3,7 milioni di visualizzazioni mensili

Cristian Calabrese è un regista, ex comico e creatore di contenuti che si è imposto nel panorama mediatico come una vera e propria voce fuori dal 'coro'. Il suo stile comunicativo è caratterizzato da una costante sfida al 'buonismo', dove la realtà si mescola alla provocazione con l'obiettivo dichiarato di stimolare dibattiti più autentici e profondi. La sua poliedrica carriera si è sviluppata attraverso diversi linguaggi espressivi a partire dalla radio, dove per otto anni è stato il volto e la voce di Radio Studio Più. In quel contesto, ha ideato e condotto 'Radiofornication': un programma diventato un cult per la sua capacità di unire satira e discussioni provocatorie. Parallelamente, Calabrese ha calcato palcoscenici televisivi di grande prestigio nel mondo della comicità, partecipando a trasmissioni come 'Zelig Off', 'Zelig 1', 'Central Station' e 'Metropolis'. Negli ultimi anni, il suo percorso si è arricchito di importanti esperienze nel mondo del cinema internazionale. Ha interpretato un ispettore di polizia nel film 'Code Karim' nel 2021 e, più recentemente, ha vestito i panni di un prete nel thriller 'The Contract', recitando in un cast di rilievo al fianco di Kevin Spacey. Questa sua versatilità lo ha reso una figura di spicco anche nel mondo digitale, dove vanta oggi una presenza massiccia con una media di 3,7 milioni di visualizzazioni mensili e una comunità di oltre 300 mila follower distribuiti tra TikTok, Instagram, Facebook, YouTube e Telegram. Infine, Cristian Calabrese approda al teatro con il suo nuovo spettacolo live 'E loro lo sanno': un’opera cruda e provocatoria, vietata ai minori di 18 anni. Lontano dal 'politicamente corretto', Calabrese analizza la società di oggi trasformando il disagio in satira e usando la provocazione per far riflettere il pubblico. In 90 minuti di racconto serrato, il suo spettacolo esplora il concetto di “utopia obbligatoria”: in un mondo che ci impone felicità e sicurezza a ogni costo, cosa stiamo perdendo davvero? Insomma, Calabrese mette a nudo i meccanismi che ci hanno trasformato in consumatori dipendenti dalle emozioni, mostrando come il controllo sociale stia limitando la nostra libertà individuale. 'E loro lo sanno' non è uno spettacolo comico, ma un invito a risvegliare il pensiero critico ed è dedicato a chiunque sia stanco delle "favole del sistema" e sospetti che, dietro un benessere apparente, si nasconda una nuova forma di schiavitù moderna.

 


AFORISMI FIORENTINI
Dalla 'padella' alla 'brace'
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Davide Piccardo, coordinatore delle associazioni islamiche, ha dichiarato che la vittoria del 'No' al referendum è avvenuta grazie ai musulmani. Dice Piccardo: “Lo scarto dei voti è 1 milione e 500 mila. Noi siamo 3 milioni e 200 mila, di cui votanti 1 milione e 300 mila e abbiamo votato ‘No’ al 90%". Lo diciamo agli strateghi del 'campo largo': ci abbiamo messo 50 anni per liberarci di un Partito confessionale come quello democratico-cristiano. Sarebbe veramente da 'bischeri' ritrovarsi, oggi, ricattati da un Partito confessionale e totalitarista islamico.



 


CINEMA
La sposa!
Articolo di: Giulia Diamante Genovese

Giulia Diamante Genovese

Chicago, anni ’30. Ida, una donna di malaffare invischiata in un giro di loschi criminali, viene assassinata. Frank, un essere mostruoso pieno di solitudine e in cerca di compagnia femminile, riesuma il suo cadavere e la riporta in vita con l’aiuto della dottoressa e scienziata Euphronious. Nessuno dei due immagina di aver resuscitato una potenziale 'mina vagante' posseduta, nientemeno, che dallo spirito della celeberrima scrittrice, Mary Shelley. Una bella trovata da parte dell’attrice statunitense, Maggie Gyllenhaal, che con 'La sposa!' – sua seconda pellicola da regista – ripercorre 'Frankenstein' e ci introduce nella personalissima rivisitazione de 'La moglie di Frankenstein' di James Whale, attraverso l’anima defunta dell’autrice letteraria.

 


AMBIENTE
Torna l’ora legale
(forse) per l’ultima volta

Articolo di: Andrea Accolla

Andrea Accolla

Le lancette dell’orologio spostate un’ora in avanti, per godere di più luce al costo di rinunciare a 60 minuti di sonno. Torna puntuale l’appuntamento con l’ora legale: un 'baratto forzato', introdotto durante la prima guerra mondiale come misura di risparmio energetico adottato da Paesi come Germania, Francia e Italia nel 1916 per far fronte alle onerose richieste belliche. Conflitti e crisi hanno attraversato la Storia del continente europeo, mantenendo costante la regola di alternanza oraria, che dal 6 aprile 1980 fissa l’entrata dell’ora legale nella notte tra il 28 e il 29 marzo in vigore fino al 25 ottobre, che coincide con l’ultima domenica del mese. Purtroppo, sono ben noti gli effetti negativi del cambiamento biologico a cui viene sottoposto il corpo e la mente: irritabilità, sbalzi d’umore accentuati e stanchezza diffusa. Fortunatamente, tutti questi sintomi sono destinati a scomparire nel giro di pochi giorni, in concomitanza con l’abitudine alla nuova variazione solare. L’effettivo risparmio energetico associato al cambiamento è oggetto di dibattito, in Italia, da molto tempo, al punto di poter diventare effettiva materia di discussione parlamentare attraverso l’iter conoscitivo proposto e curato dalla X Commissione della Camera dei deputati (Attività produttive, Commercio e Turismo, ndr). Questa Commissione ha infatti approvato i primi 'step' di un’indagine formale, che rilevi i benefici dell’ora legale permanente sul territorio nazionale e la conseguente ricaduta sui settori economici.


CRONACA
Una società
che genera ‘mostri’

Articolo di: Maria Pia Cantarini

Maria Pia Cantarini

In questi giorni di Pasqua, abbiamo voluto ricostruire quanto accaduto lo scorso 25 marzo nella tranquilla provincia bergamasca. Uno studente di 13 anni ha accoltellato la propria insegnante di francese in un corridoio della propria  scuola media, l'istituto ‘Leonardo da Vinci’ di Tresecore Balneario. Il ragazzo indossava un paio di pantaloni mimetici per affermare una sorta di identità militare e una maglietta bianca con la scritta "vendetta" tracciata a mano con un pennarello rosso. Portava con sé un coltello a lama seghettata, una pistola scacciacani nello zainetto e il suo smartphone appeso al collo, al fine di filmare in  diretta la sua agghiacciante aggressione su Telegram. In aiuto della docente, Chiara Mocchi, di 57 anni, sono accorsi un insegnante e due collaboratori scolastici, che lo hanno bloccato e, quindi, immobilizzato fino all'arrivo dei carabinieri. La professoressa è  stata trasportata in elicottero all'ospedale. Durante il trasporto, le è stata praticata una trasfusione che si è resa necessaria per salvarle la vita. Una volta raggiunto l'ospedale, la donna viene urgentemente operata. Successivamente, dopo il periodo trascorso in terapia intensiva, è stata trasferita al suo reparto per il proseguimento delle cure. La docente è molto stimata nel proprio ambiente di lavoro, in quanto devota all'insegnamento.

 


MONDO LAICO
Il Partito frammentato
Articolo di: Michele Piacentini

Michele Piacentini

Il Partito socialista italiano guidato da Enzo Maraio ha seguito le sparute correnti interne della segreteria al pari della presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, che dando ascolto ai partners della sua coalizione di centrodestra avrebbe voluto introdurre, di fatto, le correnti politiche nella ipotizzata Alta Corte Disciplinare attraverso il recente referendum. Cercando di dare un consiglio al segretario, Enzo Maraio, se avesse avuto maggiore capacità nel sentire il vero sentimento popolare, avrebbe persino potuto approfittare dell'ampio consenso al ‘No’ del popolo di Napoli, suo territorio d'origine, che avrebbe potuto dare una fortissima spinta a tutto il Partito per riemergere dagli abissi in cui è sprofondato dall’epoca di ‘Mani pulite’ in poi. Al di là di queste oggettive considerazioni, non si può non notare l’ennesima occasione persa: Enzo Maraio e tutto il Partito, ancora una volta non sono riusciti a cogliere una buona occasione per far avvicinare la gente comune agli ideali socialisti, quelli abbondantemente antecedenti agli anni '80 e '90 del secolo scorso e che, nel cuore di molti italiani, riscuotono ancora grandi affetti perché legati a temi come il lavoro, la giustizia sociale e i diritti umani. Tornando agli errori oggettivi, quello che reputiamo più grossolano di tutti è l’aver preso una decisione tra pochi membri di segreteria, escludendo, per l’ennesima volta, la base socialista e le federazioni sparse e frammentate sul territorio.