
Lo scorso 25 gennaio è stato proiettato in anteprima al cinema Barberini di Roma, il nuovo film del Maestro, Gabriele Muccino: 'Le cose non dette'. La pellicola, tratta dal romanzo 'Siracusa' di Delia Ephron (Fazi Editore) narra di due coppie di amici con i rispettivi matrimoni in crisi e una figlia adolescente alle prese con una madre ingombrante e ossessiva: una “mamma elicottero” e una giovane amante inquieta, che fa cadere quella vita quotidiana che si reggeva su un equilibrio precario. Cuore centrale del film è un viaggio in Marocco, organizzato per ridare vigore ai rapporti spenti, con la speranza di “cambiare lo sguardo sulle cose”, perché spesso, quando si è coinvolti in qualcosa che ci riguarda in prima persona e che ci potrebbe causare sofferenza, non si riesce o non si vuole vedere quel che sta accadendo intorno a noi. E’ un film sulle fragilità delle persone, sulla paura della solitudine e dei cambiamenti, sull’essere immaturi sentimentalmente, sul volersi sentire eternamente giovani, sulle bugie nascoste all’interno dei matrimoni e sulle conseguenze che si pagano nel vivere di sotterfugi, perché "tutti abbiamo un segreto". Al termine del film, Gabriele Muccino e il cast degli attori si sono resi disponibili a incontrare il pubblico: ne abbiamo approfittato per porre loro alcune domande.
Gentilissimi, questo film sembra quasi un invito a guardarsi dentro e a giudicare noi stessi e non gli altri: è così?
Gabriele Muccino: “Il mio sguardo è sempre stato sull’essere umano e, in questo film, ho voluto mostrare la pericolosità del non dirsi le cose”.
Stefano Accorsi: “Io amo lavorare con Gabriele proprio perché i suoi personaggi raccontano sempre qualcosa di noi, anche se non vogliamo ammetterlo. Perché tocca tasti sensibili. I suoi film ‘traslano gli assi’: passi dal giudicare qualcuno al capire te stesso”.
Miriam Leone: “Quella raccontata in questa pellicola pellicola è una storia che, seppur nelle sue estremizzazioni, mette in scena uomini e donne nei quali possiamo specchiarci”.


C'è un comprensibile clamore intorno alla vicenda del prato di Rogoredo (Mi) e del poliziotto Cinturrino. Il 'teatrino' della politica si è scatenato a un livello sempre più basso, da ambo le parti. Ma non abbiamo sentito nessuno, nemmeno i magistrati inquirenti, intervenire sul fatto che, avvenuto l'omicidio, un subordinato di Cinturrino si sia precipitato in commissariato per prelevare una borsa con una pistola finta, a salve, da mettere accanto al cadavere. Le indagini chiariranno se questo poliziotto era complice o ha eseguito, ignaro, un ordine. Ma la domanda è questa: i nostri commissariati hanno armi di questo tipo? E perché? E chi le custodisce? Una risposta ufficiale e tranquillizzante sarebbe utile.


La manipolazione della notizia consiste in quell’insieme di operazioni, di natura prevalentemente manuale, occorrenti per la preparazione di un servizio, di un documento o di un prodotto. Tuttavia, questo processo può consistere in una rielaborazione della verità mediante una presentazione alterata o parziale dei fatti. La manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa e delle informazioni consiste nell'impiego di tecniche comunicative di attori politici, economici o istituzionali per costruire un'immagine pubblica o un'argomentazione che privilegia soprattutto interessi privati, andando contro l'obiettivo di tutelare l'interesse collettivo.




Da sempre sottovalutato o/e effettuato in modo superficiale, il riscaldamento prima dell’allenamento è una delle parti essenziali della lezione o della seduta allenante. Il riscaldamento prepara l’allievo o lo sportivo alla successiva parte, generalmente più intensa, dell’allenamento, predisponendo il corpo con una serie di cambiamenti fisiologici, neurali e biomeccanici, per ottenere il massimo risultato o performance. I primi studi sul riscaldamento, vennero effettuati nel 1945, per capire come l’organismo lavorava, se meglio o peggio, a un'idonea temperatura corporea. Il riscaldamento può essere, in secondo luogo, attivo o passivo. Per quello attivo, s’intende un lavoro fatto in movimento proprio per ricercare adattamenti fisiologici che risulteranno fondamentali per innalzare la temperatura e ottenere tutti quei benefici 'temperatura-dipendenti', come: 1) diminuzione della resistenza muscolo-articolare; 2) aumento rilascio d’ossigeno dall’emoglobina ai tessuti e dalla mioglobina ai mitocondri; 3) aumento delle velocità metaboliche; 4) incremento trasmissione degli stimoli nervosi; 5) incremento termoregolazione.

Per chi conosce il testo dell’opera teatrale di David Mamet dal titolo 'Americani', risulta ben chiara la direzione della parabola di Donald Trump, inchiodato in questi giorni dalla Corte Suprema degli Stati Uniti per la sua assurda politica di dazi commerciali imposti dall’alto. Si tratta di un percorso non felice di rivalità e bassezze, in un mondo che tenta di rinchiudersi secondo uno strano capitalismo di Stato, che pretende di dettare i prezzi delle merci al posto dei mercati, esautorando il parere del parlamento. Ma il capitalismo non è affatto un modello compatibile con i sistemi totalitari, perché ha sempre bisogno di una pietra di paragone. In secondo luogo, come sottolineava spesso un Papa conservatore come Karol Wojtyla, la società dei consumi non è affatto un modello sempre vincente. Soprattutto, quando realizza la profezia di Karl Marx relativa alle “grandi concentrazioni industriali”, che rifiutano la concorrenza quasi perfetta per rinchiudersi in un 'cartello unico' di pochi oligopolisti, segnando un confine tra il proprio mondo e tutti gli altri. Il mercato, invece, si basa proprio sulla concorrenza, la quale richiede di generare profitti e di redistribuirli all’interno di un ciclo economico ben preciso: se non si vende, “si pianta il motore”, come disse il poeta. In una società in cui “cane mangia cane”, i popoli finiscono col cedere ai loro peggiori istinti.

Nei giorni scorsi, si è insediata alla presenza del sindaco, Valentino Mantini, la Commissione esaminatrice della edizione 2026 del 'Premio Cisterna: tra memoria presente e futuro'. L’iniziativa, nata nel 2001, ha come obiettivo quello di insignire, con un riconoscimento puramente simbolico, personaggi illustri o comunque rilevanti in vari settori della società civile, produttiva e culturale che, attraverso il loro operato, hanno veicolato il nome e la risonanza della città di Cisterna (Lt) quale luogo natale o di residenza, accrescendone il prestigio a livello locale, regionale, nazionale o internazionale. Dopo avere preso atto delle dimissioni di Antonio Parisella e Patrizia Pochesci, si è proceduto, come da regolamento, al rinnovo dei componenti dell’organismo che sarà chiamato a valutare le numerose proposte di attribuzione del riconoscimento, giunte fino al 31 dicembre scorso. Sono stati, quindi, nominati i componenti della Commissione esaminatrice: Roberta Cencin, Eugenio Comandini (eletto presidente, ndr), Patrizia Cucchi, Nello Giordani, Carolina Grandi (neo vice presidente), Mauro Grimaldi e Giulio Mazzali.