Vittorio Lussana

Approda in Italia l’Accademia delle marocchine nel mondo con una conferenza internazionale e il coinvolgimento di istituzioni, diplomazia, impresa e università
 
Non solo un incontro pensato per le donne e la loro valorizzazione effettiva, culturale ed economica, ma un momento condiviso d’invito al dialogo interreligioso e al confronto tra le culture. Uno spazio inclusivo, accolto da Roma Capitale per condividere programmi di ricerca internazionali e azioni concrete per costruire ponti di pace, in un mondo sempre più segnato dai conflitti. Lo scorso 7 marzo, presso la Sala del Carroccio del Campidoglio, si è tenuto l’incontro 'Donne dal mondo e cittadinanza: prospettive accademiche e diplomatiche sull’empowerment femminile', promosso dall’Accademia delle marocchine nel Mondo/Moroccan Women Academy Worldwide (Amdm)  con il patrocinio della Città metropolitana di Roma Capitale. Con i saluti di Tiziana Biolghini, consigliera dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale, delegata alle Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione della Città metropolitana di Roma Capitale, l’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, diplomazia internazionale, università, imprese, tecnologia e media, ponendo la ricerca come strumento di conoscenza e di dialogo. Libertà e autoaffermazione delle donne, nel rispetto delle diversità, emergono come condizioni essenziali per una cittadinanza globale. Per saperne di più, ecco qui di seguito la nostra intervista a Mounya Allali, presidente dell’Accademia delle donne marocchine nel mondo (Amdm).

 


AFORISMI FIORENTINI
Bene o male siamo rovinati
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

La riforma della giustizia ha come compito principale il tentativo di annullare il controllo (mafioso non si può dire) delle correnti dell'Anm sull'indipendenza dei singoli magistrati. E questo è un bene. Poi, però, c'è chi presenta una proposta di legge di riforma elettorale che, non contemplando le preferenze, attribuisce ai Partiti la stessa possibilità di controllo sui parlamentari che le correnti dell'Anm hanno sui magistrati. E questo è un male. Molto male.

 

 


LIBRI
Il ritorno di Madame Bovary
Articolo di: Cinzia Riontino

Cinzia Riontino

'Le tentazioni di Madame Bovary' (Edizioni Croce) è il nuovo romanzo di Serena Maffìa: un’autrice tornata a riflettere sulla figura femminile più iconica della letteratura francese del XIX secolo. Quella di una donna che proprio non riesce a rimanere nel recinto maschilista ed è attratta dal piacere come fosse una promessa di salvezza. Sogna amori travolgenti, corpi ardenti, parole capaci di incendiare la monotonia. Ogni gesto, ogni incontro diventa per lei un’esperienza sensoriale intensa, quasi febbrile.

 

 


RECENSIONI
L’amore oltre la vita
Articolo di: Elisabetta Chiarelli

Elisabetta Chiarelli

E’ questo l’argomento di fondo del romanzo 'Ucciderò Mefisto' di Valter Binaghi (Editore Perdisa). Lo scrittore milanese conduce il lettore in un 'noir' psicologico, che vede protagonista un uomo, Fausto Blangé, scrittore di fama e docente universitario, il quale, all’apice del suo  successo editoriale e televisivo - ottenuto per aver seguito i consigli del suo psicoanalista - giunge alla decisione di ucciderlo dopo il suicidio di sua moglie, avvenuto dopo che lei aveva scoperto il suo tradimento con una studentessa. Il romanzo di Binaghi è foriero di numerosi spunti di riflessione per il lettore. Significative sono le considerazioni svolte dal protagonista nella prima parte del racconto: Blangé mette in evidenza, infatti, quanto sia importante non interferire mai nel fisiologico flusso degli eventi, troppo spesso disturbato dal sistematico rifugiarsi in effimere quanto dispersive distrazioni occasionali, nel tentativo di placare l’inquietudine del presente. In una società come quella dei primi anni 2000 in cui la storia è ambientata, sempre più incline alla massificazione e sulla china di un processo antropologico regressivo, sempre più convulsa nei suoi ritmi quotidiani e ormai inesorabilmente immolata sull’altare di falsi valori, come il 'divismo' a basso costo finalizzato a una rapida escalation sociale, l’essere umano smarrisce se stesso. Da ciò si comprende l’esigenza di rivolgersi agli archetipi avvertita dal protagonista di questa storia che, ormai giunto al collasso del suo equilibrio psicologico, si affida alla guida di un immaginario airone: un animale simbolico, che orienta il cammino degli 'illuminati' nelle religioni orientali.


ATTUALITA'
A tutte le donne
Articolo di: Elisabetta Lattanzi

Elisabetta Lattanzi

La festa della donna ha origini alla fine del XIX secolo, quando i movimenti femministi di tutto il mondo hanno a lungo protestato e manifestato per ottenere il diritto di voto e l’eguaglianza dei diritti tra uomini e donne. Per questo motivo vennero soprannominate “suffragette”, poiché l’obiettivo politico delle loro campagne era, appunto il suffragio universale anche per le donne. Fu scelta, come fiore simbolico della ricorrenza, la mimosa, in quanto emblema di solidarietà e sensibilità femminile. Dal secolo scorso a oggi, le donne hanno condotto numerose battaglie, come quelle per il diritto di voto, il divorzio, l’aborto, l’eguaglianza non solo giuridico-formale, ma anche economica. Ogni giorno le donne lottano: lottano per cercare un lavoro dignitoso in cui non debbano scendere a compromessi; lottano contro il tempo, che non è mai abbastanza; si dividono tra famiglia e impegni vari; combattono contro le prepotenze e le volgarità che vengono loro rivolte se indossano abiti attillati; tollerano chi le insulta in mezzo al traffico, secondo lo stereotipo che le vorrebbe incapaci alla guida di un’autovettura; sperano di poter uscire da casa senza essere aggredite; cercano di farsi valere come atlete in tutti gli sport, perché il corpo femminile ha la  sua agilità, oltre alla bellezza estetica; cercano di esser degne di quegli impieghi ritenuti “da uomo”; si battono, insomma, per essere se stesse. Molti poeti hanno cercato di descrivere la complessità femminile. In particolare, la poetessa Alda Merini, secondo la quale le donne sono esseri completi di per sé, capaci di farsi carico del miracolo della vita.

 


MUSICA
Giorni di pace
Articolo di: Lucilla Corioni

Lucilla Corioni

A volte, il silenzio pesa più del rumore, in un momento in cui il mondo sembra aver smesso di credere alle parole più semplici: pace, umanità, uguaglianza. 'I giorni di pace' nasce dentro questo vuoto, come una voce che decide di non tacere. Marco Traini canta come se stesse parlando a qualcuno che non vuole più ascoltare. Non accusa, non grida odio. La sua voce, attraversa il testo di Ernesto Bassignano, come un filo teso tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere. "Ho iniziato a leggerlo più volte", racconta Traini. "Leggere, qui, significa fermarsi. Lasciare che le parole sedimentino. «Credo che musica e parole siano da sempre uno strumento immediato per mandare messaggi". Ma questo messaggio non è immediato, chiede attenzione, tempo, coscienza. Bassignano parla di un augurio scritto contro il buio: "L’augurio che ogni uomo e ogni donna di buona volontà vorrebbe leggere oggi, dopo anni di atrocità". È un desiderio fragile: respirare senza paura, dormire senza incubi. La canzone nomina ferite: Gaza, Ucraina, ogni luogo dove la vita è diventata bersaglio. "Scrissi questo pezzo anni fa. Era una semplice ballata", ricorda l’autore.