
Dallo scorso 16 ottobre è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica ‘Sognando Olivia’, il nuovo singolo di quest’artista milanese capace, con la sua musica, di toccare il cuore di tutti
Livia Gloria De Angelis è una compositrice profondamente legata alla natura in tutte le sue espressioni. La sua passione per il pianoforte sboccia nei primi anni Duemila, grazie all'ascolto delle opere di Ludovico Einaudi. Nel 2006 riceve in dono il suo primo strumento e avvia un percorso di studio che si trasforma, ben presto, in una precisa esigenza espressiva, orientata verso la scrittura di brani originali. La sua produzione discografica conta già all'attivo due album e un singolo, tra cui spiccano pubblicazioni come 'Senza tempo', 'C’era una volta' e 'Sognando Olivia'. La cifra stilistica della compositrice si distingue per una scrittura essenziale, estremamente pulita, capace di tradurre in note stati d'animo, memorie e frammenti di vita con un approccio immediato e sincero. Lontana da 'etichette' generazionali o da target predefiniti, la sua musica punta a una comunicazione trasversale, offrendo all'ascoltatore una dimensione intima, libera da sovrastrutture. Supportata da un team di professionisti ed esperti del settore, che ne curano la preproduzione e gli arrangiamenti, Livia Gloria De Angelis sviluppa una poetica sonora a forte vocazione visiva, con l'obiettivo e l'aspirazione di approdare a sincronizzazioni cinematografiche e a colonne sonore per documentari d'autore. A giugno di quest’anno ha pubblicato il brano: 'Ti racconto'. In questi giorni, invece, è appena uscito il suo nuovo singolo, 'Sognando Olivia', disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 16 ottobre scorso. Ecco, dunque, il videoclip del nuovo brano e un’intervista che l’artista ci ha concesso con deliziosa cortesia e disponibilità (cliccare QUI).


Delle devastazioni e ruberie giovanili, Elly Schlein, una volta citata la 'formuletta' di rito sulla condanna della violenza, dice che questi ragazzi vanno ascoltati. E questi giovani parlano e parlano chiaro: "Faremo manifestazioni tutti i sabati finché non faremo cadere il governo". Il fatto è che far cadere (in parlamento) il governo è compito dei Partiti di opposizione. Cioè, innanzitutto, della Schlein. Questi ragazzi si sono assunti il compito di prendere il 'posto' dei Partiti di opposizione, di sostituirli, di 'commissariarli'. Forse, la Schlein dovrebbe ascoltarli davvero e non così per dire, invece di 'ringalluzzire'.


Non si parla più di Cuba. I media stanno dedicando ogni giorno molto spazio ad argomenti, come la guerra in Ucraina e quella tra Usa e Iran, agli sbarchi clandestini, alle polemiche della politica, ai fatti di cronaca e ai disastri ambientali, ma la crisi che sta vivendo Cuba è sconosciuta. Alessandro Di Battista, ex parlamentare del Movimento Cinque Stelle, stava proprio realizzando un reportage su Cuba prima di avere un malore. Questa bellissima isola caraibica, famosissima per le sue splendide spiagge, la salsa, il rum, i sigari, nonché per la calorosa accoglienza dei cubani, è al collasso, ma nessuno lo dice.




Ci sono modi diversi di ricordare una scrittrice. Si possono raccogliere libri, fotografie, manoscritti, ricostruire una biografia, ordinare cronologicamente una carriera. Oppure, si può lasciare che a parlare siano le tracce. A Firenze, a vent’anni dalla morte di Oriana Fallaci, avvenuta il 15 settembre 2006, il ricordo passa attraverso pochi oggetti scelti e un patrimonio molto più vasto, custodito nell’Archivio storico del Consiglio regionale della Toscana. Non una grande esposizione, dunque. Piuttosto, quattro teche, quasi quattro 'finestre' aperte sulla vita di una donna che è stata, contemporaneamente, una grande giornalista e un'eccellente scrittrice, difficile da ricondurre a una definizione unica. Dentro ci sono libri tradotti in diverse lingue, pagine di giornale, manoscritti, dattiloscritti, lettere, nastri. E c’è la sua macchina da scrivere. Un oggetto semplice, che innanzi a una figura come la Fallaci acquista, inevitabilmente, un significato ulteriore: lo strumento attraverso cui il pensiero diventava parola e grazie al quale interviste, reportage, romanzi e battaglie intellettuali prendevano forma. Le quattro teche costruiscono un percorso essenziale: la donna, la giornalista, la scrittrice e il rapporto con Alekos Panagulis e Pier Paolo Pasolini. Ci sono le carte preparatorie de 'Il sesso inutile' (Rizzoli, 1961) e 'Penelope alla guerra' (Rizzoli, 1962), le pagine de ‘L’Europeo’, le edizioni italiane e straniere di 'Intervista con la Storia' (Rizzoli, 1974), i materiali legati a 'Un uomo' (Rizzoli, 1979). Documenti capaci di restituire non soltanto il risultato finale, quello che siamo abituati a trovare stampato nei libri, ma anche ciò che viene prima: correzioni, ripensamenti, appunti.

Lo scorso 18 settembre 2026, la suggestiva Sala consigliare 'Giorgio Fregosi' di Palazzo Valentini, a Roma, ha ospitato il congresso inaugurale di ‘L’eccellenza é donna’: un evento nato per celebrare il talento femminile nelle sue molteplici espressioni e rendere omaggio alla straordinaria Rita Levi Montalcini, a quarant’anni dal conferimento del Premio Nobel per la medicina, avvenuto nel 1986. La manifestazione ha coinvolto istituzioni accademiche, culturali e scientifiche in una giornata dedicata alla conoscenza, alla ricerca, alla cultura e al valore dell’eccellenza. Il convegno è stato promosso dall’Accademia Tiberina con l’aiuto della Levi Montalcini Foundation, in collaborazione con l’Accademia culturale internazionale 'Cartagine 2.0', l’Università degli studi 'Guglielmo Marconi' e con il sostegno dei media partner: ‘Radio Studio 107 Milano’ e ‘TV Lombardia’. Il titolo della manifestazione nasce dalla volontà di valorizzare il ‘genio’ femminile: l’intelligenza, la creatività, la capacità scientifica e culturale delle donne e il loro contributo alla crescita della società. Una prospettiva che trova nella figura di Rita Levi Montalcini un riferimento particolarmente significativo. Scienziata, senatrice a vita e protagonista della ricerca internazionale, la Levi Montalcini ha rappresentato per generazioni un modello di dedizione alla conoscenza, oltreché di impegno nella promozione della ricerca scientifica.

Paolo Jannacci è uno di quegli artisti che sanno guardare il mondo senza smettere di meravigliarsi. Ne osserva le storture, ne coglie le malinconie e ci restituisce, attraverso la musica, un ritratto nel quale ciascuno possa riconoscersi. Un musicista capace di intrecciare ironia e poesia, leggerezza e profondità, memoria e desiderio di esplorare nuove strade. Il 16 ottobre scorso è uscito 'Scimmie ovunque': il suo nuovo album di inediti disponibile in vinile e digitale per Ala Bianca Records, con distribuzione Warner/Fuga. Undici brani che attraversano le pieghe della quotidianità, tra sentimenti, critica sociale e osservazioni sul presente. I testi, ironici e poetici, s’intrecciano con melodie orecchiabili, sonorità immediate e un 'groove' che rende l’ascolto spontaneo e coinvolgente. Ne nasce un progetto 'pop-cantautorale' capace di raccogliere l’eredità della tradizione musicale del padre, Enzo Jannacci e, allo stesso tempo, di parlare al presente con una voce autonoma e riconoscibile. Ad anticipare l’album è stato il brano 'Politically Topless', arrivato il 2 ottobre in radio e sulle piattaforme digitali, con la partecipazione di Elio. Scritto da Paolo Jannacci insieme a Emiliano Bassi, Stefano Belisari e Paolo Re, già questa prima traccia osservava con ironia le stranezze del nostro tempo, introducendo lo 'spirito' di un album che non ha paura di guardare alle contraddizioni della realtà. E’ uno sguardo che accompagna da sempre il percorso di Paolo Jannacci, cresciuto in una casa dove la musica era parte della vita quotidiana.