Pietro PisanoIn vista delle elezioni europee, sarebbe necessaria una lista europeista. Peccato che gli incontri di questi ultimi giorni ci abbiano dato l’impressione di una trattativa funzionale a superare lo sbarramento del 4%, dato che l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa ci appare ancora troppo di 'lunga lena', specialmente di questi tempi. In ogni caso, la notizia è interessante: presso la sede di +Europa, si sono incontrate le delegazioni di varie forze politiche, per far nascere un cartello elettorale centrista, prodromico di una futura 'gamba' laico-riformista. Per ora, si tratta di una 'lista di scopo': un’aggregazione che è ancora un 'cantiere aperto', alla quale dovrebbero aggiungersi una serie di altre forze moderate ed europeiste. Tuttavia, l’iniziativa è troppo importante, per ridurla a un unico 'scopo'. E si spera che non affoghi nei soliti egoismi il giorno immediatamente successivo alle consultazioni europee. Noi siamo scettici, al momento: lo scriviamo senza remore. Ma alla prospettiva di mantenere viva l’idea di un progetto europeo che non si areni sempre e regolarmente alle prime difficoltà, ci interessa molto. Anche perché poi non possiamo lamentarci se nel 'vecchio continente' continuino a soffiare venti minacciosi e tradizionalismi atavici, che il progetto europeo vorrebbero distruggerlo. I nazionalismi, soprattutto quando vengono fagocitati da formazioni estermiste o neo-fasciste, portano solo guai: la Storia ce lo ha dimostrato più volte. Eppure, l’irresponsabilità al momento appare crescente. E sarebbe ancor più irresponsabile rispondere con operazioni puramente 'di facciata'. Un raggruppamento di forze che faccia da 'cerniera' ai sistemi liberaldemocratici, anche in un’ottica interna, potrebbe rivelarsi una buona idea. Purché, alla fine, non ci si limiti a litigare sul nome dell’amministratore di condominio, altrimenti sarà tutto inutile. Ognuno rimanga tranquillamente 'padrone' in casa propria. Ma il progetto di una 'camera di compensazione' servirebbe, in questo Paese. E anche all’Europa. Dunque, speriamo che non finisca come nelle nostre riunioni di condominio, dove si litiga su tutto, persino sull’ascensore rimasto bloccato all’ultimo piano: quando sarà necessario ricompattarsi, prevalgano le logiche collettive, che non sempre sono delle eresìe, come la pandemia ha dimostrato. In caso contrario, l’operazione non sarà nulla di più della solita 'somma di debolezze', rappresentativa di una borghesia storicamente sottorappresentata in quanto poco illuminata, totalmente ripiegata sul privato, che finisce col giustificare una realtà polarizzata. Un riformismo avveduto e una laicità basata sulla responsabilità civile dei cittadini potrebbero essere gli ingredienti giusti. Ma bisogna anche essere coscienti che ci si va a misurare con i populismi e le ideologie più oscurantiste e di retroguardia, che vorrebbero portarci indietro verso le teocrazie confessionali o gli autoritarismi. Il 'rossobrunismo' è un pericolo reale. Pertanto, si evitino le prese in giro degli elettori, spacciando per scopi nobili degli obiettivi personali. Se vi sarà un buon riscontro in termini di opinione pubblica, tutto ciò potrebbe anche risultare una sorpresa positiva, da portare avanti con convinzione anche in futuro e allargabile ad altre forze politiche, attualmente 'impaludate' in coalizioni totalmente contraddittorie. Forti con i deboli e deboli con i forti.





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