Vittorio Lussana

Secondo alcuni dati dell'Istituto per la Bioeconomia del Cnr (Cnr-Ibe), l'estate del 2026 è stata "la più calda di sempre in Europa", alimentata dall'intensificazione di fenomeni atmosferici come il 'super Niño'. Attualmente, la temperatura media della Terra è aumentata di circa un grado e mezzo, rispetto ai livelli preindustriali, spingendo le concentrazioni di 'gas-serra' ai massimi livelli. Eppure, nessuno se ne occupa seriamente. Come se non bastasse, 'El Niño' si sta intensificando rapidamente nel Pacifico equatoriale. E ciò viene avvertito come uno dei fenomeni più potenti registrati dal 1950 a oggi. Tutto questo significa che le ondate di calore amplificate, già nei prossimi anni, potrebbero causare circa 450 mila decessi in più legati al caldo, colpendo in modo particolare il sud del mondo. Inoltre, l'Unicef ha segnalato, proprio in questi giorni, che oltre 347 milioni di bambini sono a rischio, a causa di carenze idriche, malnutrizione, sfollamenti legati a siccità o ad alluvioni estreme. Certamente, stiamo parlando di effetti macroscopici che riguardano principalmente le Americhe, l'Asia e l'Africa, con alternanza di siccità e piogge torrenziali anche molto repentine. Ebbene, in un giornale qualsiasi, di tali fenomeni se ne scrive marginalmente, quando ci sono due pagine da riempire. La sinistra italiana dovrebbe parlarne di più, ma preferisce passare il tempo a litigare sulla leadership e le primarie di coalizione. In parlamento, è passata una nuova legge elettorale palesemente incostituzionale, ma nel campo progressista si preferisce 'mangiarsi' le giornate a litigare come dei ragazzini delle scuole elementari. C’è un mondo di cose di cui interessarsi, ma loro si occupano principalmente di se stessi, come dei 'demopirla' qualsiasi. E anche quando cercano di darsi un tono, non 'bucano', non funzionano, non fanno notizia: non si sa neanche chi li abbia messi lì a guidare dei Partiti. E’ una sinistra triste: non c’è niente da fare. Funziona un pochino di più la sindaca di Genova, che ha puntato le sue 'carte' sui raduni di musica 'techno', quasi fosse una 'cubista' da discoteca. Non sarà il massimo delle idee, ma almeno ci prova a 'imbroccare' una tendenza. Poi c’è Landini con la sua Cgil, che lancia proposte che non ascolta nessuno e un pezzo di cattolicesimo dissenziente, che prova a 'dare una mano' a chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Basterà per vincere? Anche no. Ci vorrebbe qualcosa di più interessante: una serie di notizie che restino in pagina per mesi, alimentando ragionamenti, riunioni e convegni sul capitalismo dirigista, che intende utilizzare dei robot per realizzare tutto ciò che la 'deficienza artificiale' ordinerà loro di fare, costringendoci a vivere sul divano con una copertina e la camomilla calda. Che due palle! Nessuno, a sinistra, è in grado di intuire una tendenza qualsiasi. Come, per esempio, la rivoluzione dell’elettrificazione. Ovvero, il passaggio rapido dai motori a combustione ai veicoli elettrici, con infrastrutture di ricarica integrate e il declino dei produttori automobilistici tradizionali, incapaci di adattarsi. Si tratta di una trasformazione destinata a provocare la riorganizzazione di interi settori industriali. Niente: a sinistra non provano nemmeno a introdurre l’argomento. Ci sarebbe anche la novità del sistema energetico distribuito: micro-reti domestiche che metteranno assieme fonti rinnovabili e una gestione intelligente dell’energia distribuita. In pratica, stiamo andando verso una complessa rete di infrastrutture energetiche decentralizzate e bidirezionali, che daranno vita a nuove industrie multimiliardarie già entro il 2030, con notevoli potenzialità occupazionali per i giovani. Le abitazioni non saranno più semplici consumatrici di energia, ma diventeranno soggetti attivi di una complessa rete di interconnessioni, ottimizzando produzione e consumo. C’è qualcuno che abbia mai letto un testo sull’ottimizzazione degli investimenti, della prodizione e, persino, dei profitti in economia? Niente: encefalogramma 'piatto', proprio. Un’altra rivoluzione che ci attende è quella della salute predittiva e individualizzata. Abbiamo trascorso anni a litigare coi 'No vax', i quali reclamavano la propria libertà individuale, al fine di sottrarsi alle vaccinazioni. Adesso che avrebbero modo di esercitarla quella libertà, uscendo dal 'tunnel' delle soluzioni 'standard' uguali per tutti, non abbiamo più alcuna 'traccia' di loro. E a sinistra si farà la solita figura degli ipocondriaci, fissati per le pilloline colorate tipo le 'Zigulì'. Si ferma sempre lì, il ragionamento: alle 'Zigulì'. Poi arriveranno: l’informatica spaziale, le realtà immersive, la connettività ubiqua, la pruduzione personalzzata e distribuita, l’automazione pervasiva e, persino, la longevità estesa, dato che non vuole più morire nessuno. A sinistra se ne parla? Macché... Nessuno che legga uno 'straccio' di libro o di rivista scientifica. Al lmite, per proporre una critica alla tirannia determinista, che tanto va di moda tra le destre di tutto il mondo. Oppure, per elaborare qualcosa di diverso, rispetto alla mera tirannia della nostalgia. Una sinistra che non produce discorso, che campa sulle idee altrui, votabile solo per questioni sentimentali. Per nostalgia, appunto. “Un governo che rifletta di notte e che governi di giorno”, scrisse una volta il filosofo liberale, Frederic Bastiat. Prima di rendersi conto che, di fronte a delle amebe, era solamente inchiostro sprecato.




Direttore responsabile di www.laici.it

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