Lucilla Corioni

Paolo Jannacci è uno di quegli artisti che sanno guardare il mondo senza smettere di meravigliarsi. Ne osserva le storture, ne coglie le malinconie e ci restituisce, attraverso la musica, un ritratto nel quale ciascuno possa riconoscersi. Un musicista capace di intrecciare ironia e poesia, leggerezza e profondità, memoria e desiderio di esplorare nuove strade. Il 16 ottobre scorso è uscito 'Scimmie ovunque': il suo nuovo album di inediti disponibile in vinile e digitale per Ala Bianca Records, con distribuzione Warner/Fuga. Undici brani che attraversano le pieghe della quotidianità, tra sentimenti, critica sociale e osservazioni sul presente. I testi, ironici e poetici, s’intrecciano con melodie orecchiabili, sonorità immediate e un 'groove' che rende l’ascolto spontaneo e coinvolgente. Ne nasce un progetto 'pop-cantautorale' capace di raccogliere l’eredità della tradizione musicale del padre, Enzo Jannacci e, allo stesso tempo, di parlare al presente con una voce autonoma e riconoscibile. Ad anticipare l’album è stato il brano 'Politically Topless', arrivato il 2 ottobre in radio e sulle piattaforme digitali, con la partecipazione di Elio. Scritto da Paolo Jannacci insieme a Emiliano Bassi, Stefano Belisari e Paolo Re, già questa prima traccia osservava con ironia le stranezze del nostro tempo, introducendo lo 'spirito' di un album che non ha paura di guardare alle contraddizioni della realtà. E’ uno sguardo che accompagna da sempre il percorso di Paolo Jannacci, cresciuto in una casa dove la musica era parte della vita quotidiana. Nato a Milano il 5 settembre 1972, ha iniziato a studiare musica a soli sei anni, dedicandone altri dieci alla formazione prima di intraprendere la carriera professionale, nel 1988. Accanto al padre Enzo, dal 1991 ha partecipato a progetti teatrali e, dal 1994, ha suonato e lavorato alla produzione dei suoi album. Un’esperienza che gli ha permesso di respirare da vicino una tradizione artistica in cui la canzone poteva diventare racconto, ironia e osservazione umana, senza mai perdere il contatto con la vita. Da quelle radici, Paolo ha costruito, nel tempo, una strada personale, aprendosi a incontri e linguaggi differenti. Ha collaborato con artisti come Dario Fo, Paolo Conte, Chico Buarque, Ornella Vanoni, Claudio Bisio, Massimo Ranieri, J-Ax e gli 883, portando la propria sensibilità anche alla direzione d’orchestra. Parallelamente, ha dato forma a un percorso discografico che, dal debutto con 'Notes' nel 2002, è poi proseguito con 'Tape 1', 'Allegra', 'Trio' e 'Hard Playing', esplorando sonorità e possibilità espressive diverse. Nel 2019 è arrivato 'Canterò', realizzato con la partecipazione di Michele Serra, J-Ax, Claudio Bisio e Two Fingers. Nel 2020 ha portato al Festival di Sanremo 'Voglio parlarti adesso', mentre il suo talento si è espresso anche attraverso le colonne sonore per 'Piccoli equivoci', 'Papà dice messa', 'Mi fido di te' e 'Almeno tu nell’universo'. Il legame con la storia musicale e culturale italiana è tornato al centro del suo lavoro nel 2023, con il docufilm 'Enzo Jannacci – Vengo anch’io', diretto da Giorgio Verdelli e presentato alla Mostra del cinema di Venezia e con il libro 'Ecco tutto qui' (Ulrico Hoepli Editore) scritto insieme a Enzo Gentile. Nel 2024 è salito nuovamente sul palco di Sanremo con Stefano Massini, per presentare 'L’uomo nel lampo', mentre nel 2026, durante la serata delle 'cover', è stato ospite di J-Ax per interpretare 'E la vita, la vita' insieme al gruppo della Ligera. E’ dunque all’interno di questo percorso, fatto di memoria, ma anche di continua curiosità, che ha preso forma 'Scimmie ovunque': nessun ritorno al passato, ma solo un nuovo capitolo in cui le esperienze accumulate si trasformano in una sensibilità capace di interpretare il presente. Nelle undici tracce, le contraddizioni quotidiane si trasformano in materia da osservare con un sorriso, mentre la poesia affiora anche nei dettagli più semplici. La musica di Paolo Jannacci sembra così trovare un equilibrio tra ciò che ereditiamo e ciò che scegliamo di diventare; custodisce le proprie radici senza smettere di cercare; accoglie la complessità della realtà senza rinunciare alla 'leggerezza'. Perché, a volte, una canzone non deve spiegare il mondo per aiutarci a comprenderlo. Basta che sappia fermarsi accanto alle nostre inquietudini, regalandoci un sorriso e ricordandoci che, anche nelle contraddizioni più difficili, noi non siamo soli. Per ulteriori informazioni, cliccare su: https://www.paolojannacci.com

 


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