Giuseppe LorinIn questi primi giorni del 2018, abbiamo incontrato un grande esperto di questioni giuridiche, Mauro Mellini, che ci ha espresso tutte le sue perplessità per un voto che, il prossimo 4 marzo, saremo chiamati a esprimere sulla base di una legge elettorale contorta, ibrida e 'balorda'. Innanzitutto, secondo Mellini, bisognerebbe cominciare a fare anche un altro tipo di scelta: quella relativa a personaggi, esponenti, gruppi e Partiti politici da 'non votare'. In secondo luogo, stanno emergendo nuove categorie di candidati e aspiranti al parlamento di cui dovremmo proprio diffidare. Ecco, pertanto, cosa ci ha raccontato uno dei fondatori del Partito Radicale, già componente del Consiglio superiore della magistratura, che ha da poco compiuto 90 anni in uno stato di perfetta lucidità mentale e prontezza fisica.

Avvocato Mellini, può darci innanzitutto un parere su questa 'valanga' di candidati che, all'improvviso, si stanno affacciando sul panorama politico nazionale? Chi sono costoro? E come li definirebbe?
"Non per fare concorrenza a Rosy Bindi, che ci vorrebbe imporre - pena l'accusa di un qualche diabolico 'concorso esterno' - di considerare alcuni 'candidati-non candidati', perché 'impresentabili', nomi di persone che, invece, sono eleggibili e figureranno nelle varie liste, ma come elettori, oltre alle scelte in 'positivo' che a un certo punto dovremo pur fare, abbiamo pieno diritto di cominciare a farne anche 'in negativo', al fine di procedere per esclusione. Come al solito, se proprio vogliamo definire efficacemente alcune categorie con una parola sola, dobbiamo far ricorso, anziché alla lingua 'corretta' dell'Accademia della Crusca, ai dialetti e al gergo, che tra i loro 'spropositi' contengono termini splendidi, di efficacia ineguagliabile".


AFORISMI FIORENTINI
Derive
Articolo di: Il Taciturno

Il TaciturnoDopo il coraggioso, innovativo e anticonformista intervento del sindaco di Firenze sulla Carmen, teso a sensibilizzare l'opinione pubblica tutta sull'annoso e grave problema della violenza alle donne, si è spontaneamente costituito un comitato di cittadini per la rimozione dalla Loggia di Orcagna di quell'ignobile celebrazione del 'femminicidio' rappresentato dalla macabra esibizione della testa mozzata della Medusa. Qualcuno propone anche di rimuovere, di conseguenza, il busto di Cellini da Ponte Vecchio.



SALUTE
La chirurgia della retina
Articolo di: Fabrizio Federici

Fabrizio FedericiAlla clinica oculistica del Policlinico 'Umberto I' di Roma, durante un convegno su 'Aggiornamenti in patologie oculistiche', hanno recentemente ricordato la figura del professor Mario Rosario Pannarale, scomparso pochi anni fa. Già docente di clinica oculistica e direttore della II clinica oculistica del Policlinico romano, Pannarale è stato un autentico pioniere, in Italia, nel campo della chirurgia del distacco della retina, occupandosi anche di glaucoma, cataratta e strabismo infantile. A lui  si deve l'ideazione di uno strumento molto utilizzato in chirurgia oculistica: il 'vitrectomo' di Pannarale.


CULTURA
Il nostro patrimonio librario
salvato da Google

Articolo di: Serena Di Giovanni

Serena Di GiovanniA breve, sarà possibile consultare alcuni preziosissimi volumi conservati nella Biblioteca statale isontina, situata a Gorizia, semplicemente con un 'click' e dal web. L'istituzione goriziana, infatti, ha sottoscritto un interessante accordo con il motore di ricerca Google e figura fra le pochissime biblioteche in Italia a esser stata scelta per partecipare al progetto 'Google Books'. Avviato nel 2010 con l'obiettivo di rendere disponibile in rete, gratuitamente, oltre un milione di volumi, ma anche di favorirne la conservazione, la valorizzazione e la pubblica fruizione, il progetto è nato da un accordo siglato tra Mibact e il colosso statunitense, in cui in un primo momento sono stati coinvolti la Biblioteca nazionale centrale di Roma, la Biblioteca nazionale centrale di Firenze e l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche-Iccu. A queste istituzioni si aggiunge, ora, quella isontina, che nello specifico metterà a disposizione di Google circa 20 mila libri fra quelli catalogati nel Sistema bibliotecario nazionale e pubblicati entro il 1877, scelti senza vincolo di argomento o lingua, ma in base a specifici criteri, come il buono stato di conservazione dei testi e le misure 'standard': né grandi né piccole. Si tratta di volumi di difficile consultazione, che oltre a possedere un valore letterario, assumono anche un'importanza storica e culturale. Il primo nucleo di raccolte, infatti, risale al XVII secolo ed è stato costituito dal collegio dei Gesuiti (1629-1773). A esso si sono poi aggiunti ulteriori fondi, tra cui quelli provenienti dalla Biblioteca degli studi austriaca (Studienbibliothek), le pubblicazioni inviate in dono nel primo dopoguerra dalle principali istituzioni culturali italiane, le biblioteche del Presidio militare, della Società agraria e del ministero della Pubblica Istruzione, la biblioteca circolante 'Paternolli', il fondo 'Gottscher' (riguardante la storia del diritto) e l'Archivio Fulvio Monai.


L'OPINIONE
Oltre le culture perdute
Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio LussanaIl principale errore, commesso per interi decenni dall'intera classe politica italiana, è stato quello di rinunciare ostinatamente ad analizzare la società e i suoi mutamenti di fondo. Un rinchiudersi all'interno dei propri Partiti, considerati come dei 'bastioni' di protezione rispetto alla società stessa. Ciò ha allontanato i cittadini dalla politica, inducendoli ad affidare il proprio consenso a un movimento disordinato e protestatario come quello dei '5 stelle'. Si è generata una distanza, tra società e classe politica, praticamente incolmabile. Anche chi, nel 1994, aveva annunciato di voler "scendere in campo" nel tentativo, puramente di 'facciata', di realizzare una "rivoluzione liberale" si è poi ben guardato dal voler quanto meno 'abbozzare' un'analisi efficace della realtà più profonda del nostro Paese. Probabilmente, una certa impostazione 'classista' del moderatismo italiano ha indotto tutti quanti a non porsi minimamente il problema di affrontare ambiti e settori alquanto impervi: occuparsi di welfare o, più in generale, di 'sociale' è "roba da socialisti". Perché, allora, continuare a sperare in una "rivoluzione liberale", se chi dovrebbe condurla si limita a porsi come un semplice restauratore dell'ottuso opportunismo dell'italiano 'medio'? Il quale, oggi, non è più un colonialista, un assolutista o un 'guerrafondaio' solamente perché è cambiato il mondo attorno a lui, non in quanto risultato di un'evoluzione culturale innescata da Silvio Berlusconi o da qualcuno dei suoi alleati, di ieri e di oggi.


ARTE
I tesori rubati
Articolo di: Gaetano Massimo Macrì

Gaetano Massimo MacrìUn esperto di arte islamica, nel 2016, ha segnalato che un pugnale d'oro stava per essere venduto presso una casa d'aste a Londra. Esso era identico a quello trafugato, insieme ad altri oggetti di valore, dal museo Stibbert di Firenze nel 1977. Per decenni, i carabinieri si erano messi alla ricerca di quella merce 'scottante', riuscendo nel suo recupero parziale. Ma qualcosa, come sempre in questi casi, era rimasta nascosta, riemergendo all'improvviso. Bisogna solo intercettarla. E, per farlo, occorrono tanti occhi e orecchie piazzati ovunque. E' questa la 'normale amministrazione' di chi si occupa della tutela e del recupero dei beni trafugati in Italia. Stiamo parlando del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc): un'eccellenza che ci invidiano anche all'estero. Potremmo definirli: "I custodi della nostra identità culturale", come il titolo di una mostra dello scorso anno tenutasi presso gli Uffizi di Firenze, in cui è stato esposto proprio il 'pugnale ritrovato'. Un lavoro incessante quello del Tpc, se si pensa che ha a che fare con un patrimonio censito di 149 mila 091 beni archeologici e di 514 mila 416 beni storici e artistici, numeri tratti dal Catalogo generale dei Beni culturali. Ogni anno, questo reparto riporta a casa centinaia di migliaia di 'pezzi' scomparsi.