Annalisa CivitelliIn attesa dell'esito finale del Roma Fringe Festival 2017, ormai giunto alla sua settimana decisiva, abbiamo incontrato Giorgia Mazzuccato, attrice veneta che ha partecipato alle ultime due edizioni del contest capitolino, giungendo in finalissima nel 2015 e vincendo il premio 'Special Off' l'anno scorso, con lo spettacolo 'Viviamoci'. Una rappresentazione sofisticata e intelligente prodotta dalla 'Siti' (Scuola internazionale di teatro all'improvviso), che proprio in questi mesi è stata presentata anche negli Stati Uniti e in Messico. La Mazzuccato è tornata da poco in Italia con un bagaglio ampio di impressioni ed esperienze, ma anche di nuovi premi. Viaggiare, improvvisare e recitare lasciano un segno indelebile nell'artista, che lei definisce: "Un collezionista di 'brandelli' di realtà ai quali, con sapienza tecnica, concede una nuova forma rivoluzionaria". Ecco dunque le sue prime impressioni dopo questa sua lunga e fortunata toornée internazionale dall'altro lato dell'Atlantico, in cui si è ritrovata a dover recitare in lingue diverse e in contesti culturali molto distinti e distanti dai nostri.

Giorgia Mazzuccato, puoi raccontarci, innanzitutto, come è arrivata la 'chiamata' per prendere parte ai Fringe Festival degli Stati Uniti e in Messico?
"Avendo vinto il 'Premio Off' al Roma Fringe Festival 2016, alcuni 'Fringe' americani si sono interessati al mio spettacolo e lo hanno richiesto come ospite internazionale dall'Italia".


AFORISMI FIORENTINI
La 'non cautela'
Articolo di: Il Taciturno

Il TaciturnoPare (pare...) che il tribunale di Genova abbia emesso un provvedimento di 'sequestro cautelare' per un importo di 48 milioni di euro sul patrimonio della Lega Nord, a fronte di una condanna di Bossi e Belsito per poco più di 500 mila euro. Se così fosse, finalmente si capisce il significato di 'provvedimento cautelare': trattasi di quei provvedimenti che consentono di essere emessi tranquillamente, senza nessuna cautela.



APPROFONDIMENTO
íVizša Catalunya! íVizša Barša!
Articolo di: Ennio Trinelli

Ennio TrinelliIl primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, è un uomo 'insipido', per il quale la politica è una missione moralizzatrice degli spagnoli e non del Partito popolare di cui è leader, soffocato da uno scandalo dopo l'altro negli ultimi dieci anni. Governa in minoranza e, a ogni uscita pubblica di una certa importanza, deve mostrare i 'muscoli' che non ha. Così si appella ai poteri dello Stato, ai giudici e alla Costituzione: mezzi che conosce bene, pur disconoscendo anche l'abc del governo e dell'economia.


ESTERI
Anna Lindh Foundation: Consiglio
consultivo e 'focus' sui media

Articolo di: Michela Zanarella

Michela ZanarellaA Roma, dal 10 al 12 settembre ultimo scorso, la rinnovata Ride-Aps (la Rete italiana per il dialogo Euro-Mediterraneo - Associazione di promozione sociale) scelta dal Maeci (ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione internazionale) come nuova 'capofila' della Rete italiana Alf (Anna Lindh Foundation) con la città di Bologna, ha organizzato una serie di incontri per la programmazione strategica della sua piattaforma. Roma torna a ricevere, questa volta presso la sede dell'Enciclopedia Treccani, la riunione annuale del Consiglio consultivo dell'Alf, composto da 18 leaders nel settore nel dialogo interculturale: nove della 'riva nord' e nove della 'riva sud' del Mediterraneo, coordinati dalla presidente dell'Alf, Elisabeth Guigou, nonché dallo staff del Segretariato da Alessandria d'Egitto, sotto la guida del diplomatico tunisino, Hatem Atallah. Erano presenti la nuova presidente della Ride-Aps, Valeria Termini, il suo segretario generale, Enrico Molinaro e i due componenti il direttivo: Francesca Corrao e Giuseppe Giliberti. Sono intervenuti per il Governo, i sottosegretari Sandro Gozi (presidenza del Consiglio) il primo giorno e Benedetto Della Vedova (Maeci) alla riunione di martedì 12 settembre, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica. Al momento, l'attenzione è stata focalizzata sullo sviluppo di un osservatorio dei media e delle tendenze interculturali (Intercultural Trends Analysis and Media Observatory). Tra i partecipanti, partner istituzionali ed esperti del settore interculturale. Entrambi gli appuntamenti hanno messo in evidenza il potenziale ruolo dell'Italia nella delicata materia del rispetto e valorizzazione delle identità collettive, oltre all'importanza della comunicazione nell'era dei 'social', con le diverse metodologie che il sistema digitale ha portato anche nelle relazioni internazionali.




L'OPINIONE
L'interlocutore 'umorale'
Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio LussanaLa tensione internazionale generata dai comportamenti irresponsabili della Corea del Nord non ci sta affatto riportando ai primi anni '50 del secolo scorso. Siamo, invece, di fronte al medesimo dubbio in cui si ritrovarono Francia e Gran Bretagna di fronte all'espansionismo politico di Adolf Hitler. Come affrontare 'l'interlocutore'? Ponendolo subito all'angolo con azioni di forza? Oppure, sperando nella mediazione diplomatica? Come sappiamo, la 'seconda via' servì a ben poco, nei riguardi di Hitler. Ciò, tuttavia, non impone che si debba forzatamente ricorrere a un'azione di guerra, nemmeno la più 'chirurgica' possibile. Queste situazioni si risolvono cercando 'terze vie': ovvero, con l'isolamento dello Stato in questione e il tentativo, netto e fermo, in favore di una negoziazione diplomatica di ampio respiro, capace di prendere in esame anche le condizioni oggettive in cui versa 'l'interlocutore' che si ha di fronte. La Corea del Nord proviene da una lunghissima recessione, che il regime attualmente al potere sta cercando di risolvere attraverso l'opzione nucleare. Ovvero, tramite quell'autonomia energetica in grado di liberare Pyongyang dagli effetti permanenti di una lunga 'cravatta' ricattatoria che, per molti decenni, l'aveva 'stritolata': quella del petrolio sovietico. L'obiettivo diviene perciò quello di convincere il leader nordcoreano, Kim Jong-un, a riconvertire il proprio programma nucleare per scopi civili o di riorganizzazione industriale, anziché andarsi a cercare 'duelli' da Far West.


ASSOCIAZIONI
Un bilancio positivo
Articolo di: Fabrizio Federici

Fabrizio FedericiBilancio positivo quello delle #FestedelDialogo, organizzate dal 1° all'11 settembre in Italia e in Terra Santa dalla Co-mai, la comunità del mondo arabo in Italia,  dal movimento internazionale e interprofessionale 'Uniti per unire' e dalla Confederazione internazionale, laica e interreligiosa: #Cristianinmoschea. In tutte le regioni italiane sono state infatti organizzate preghiere comuni, incontri, dibattiti pubblici e cene di fratellanza che hanno fortemente contribuito al dialogo tra musulmani, cristiani, ebrei, fedeli di altre religioni e laici, per l'abbattimento dei muri dell'odio reciproco, del pregiudizio e del terrorismo. L'iniziativa ha avuto l'adesione di più di 2500 tra comunità  islamiche, circoli culturali, associazioni, università, sindacati. 'Gran finale' a Roma, Reggio Emilia e Gerusalemme, il 10 e 11 settembre scorsi. Nell'Urbe, il dibattito è stato denso di interrogativi, ma anche di proposte concrete: organizzato dal professor Foad Aodi, presidente di Co-mai e 'Uniti per unire', nonché e fondatore di #Cristianinmoschea, dal vescovo anglicano Luis Miguel Perea Castrillon presso l'Istituto delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, alla via del Casaletto.