Ludovica Zurzolo

Serena Maffia è una regista, autrice e artista poliedrica, che ha fatto della versatilità il suo tratto distintivo. Dalla regia teatrale alla scrittura, dalla pittura alla fotografia, ha sempre saputo sorprendere il pubblico con lavori originali e innovativi. Il suo ultimo progetto, 'Il racconto della canzone italiana – A tempo di Refolo', unisce musica, teatro e improvvisazione, portando in scena quasi due secoli di canzone italiana. Con ‘A tempo di refolo', Serena Maffia conferma una visione del teatro viva e contemporanea, dove musica, racconto e improvvisazione si fondono in un’esperienza che cambia ogni sera. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la genesi di questo divertente spettacolo e la sua visione di arte.

Serena Maffia, com’è nato 'Il racconto della canzone italiana – A tempo di Refolo'? Da dove è scaturita l’idea di questo viaggio musicale e teatrale?
“L’idea nasce dalla collaborazione con il protagonista, Stefano Refolo, musicista appassionato di curiosità legate alla genesi delle canzoni italiane. Insieme abbiamo voluto raccontarli con la musica e il teatro in modo comico, ironico e coinvolgente. Amo creare spettacoli ‘ad hoc’, cuciti su misura per gli artisti con cui lavoro. Ho scritto per Refolo un racconto fatto di aneddoti e curiosità, partendo da ‘Te voglio bene assai’ del 1835, fino ai grandi cantautori contemporanei”.

 


AFORISMI FIORENTINI
Totò e Nino Taranto
almeno facevano ridere

Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha messo sul mercato il ‘Board of Peace’, un (presunto) comitato mondiale per la pace da lui presieduto e composto da poche regole semplici e chiare: il presidente (cioè lui) è a vita, ha poteri assoluti e nessun controllo. Può partecipare qualunque capo di Stato, democratico, dittatore, non importa: basta versare una quota di ingresso di 1 miliardo di dollari. Ma non erano più divertenti Totò e Nino Taranto nello sketch della vendita della Fontana di Trevi?

 


APPROFONDIMENTO
Ice: il nuovo braccio violento
della legge statunitense

Articolo di: Andrea Accolla

Andrea Accolla

Dopo i proclami, i fatti: Donald Trump sta mostrando il 'pugno di ferro' verso l’immigrazione clandestina attraverso l’attuazione di una politica a 'tolleranza zero' non solo verso gli irregolari, ma anche verso i cittadini che risultano essere presenti sul territorio statunitense da più generazioni. La dura repressione è stata affidata all’Ice (Immigration and Customs Enforcement, ndr): un’unità federale deputata al monitoraggio delle frontiere e dei flussi immigratori.

 


ARTE
Dalí: un genio in bilico
tra maestri e modernità

Articolo di: Silvia Mattina

Silvia Mattina

Fino al 1° febbraio 2026, Palazzo Cipolla — nel cuore di Roma — ospita una delle più incisive esposizioni dell’anno: 'Dalí: rivoluzione e tradizione'. Oltre sessanta opere del maestro catalano che mettono in scena il duello creativo tra innovazione surrealista e profonda reverenza per la grande pittura del passato. Il nome di Palazzo Cipolla lungo via del Corso discende dell’architetto Antonio Cipolla e si profila quale ultima opera architettonica di rilievo della Roma di papa Pio IX, nonché la prima della città in quanto capitale d’Italia. Lo stile del palazzo lo rende la sede perfetta per ospitare la mostra nel suo incarnare due epoche e stili diversi, come il Quattrocento fiorentino e il Cinquecento romano. Una congiunzione perfetta per valorizzare lo sguardo di Dalì verso il passato e, al contempo, la sua visione di futuro. Promossa dalla Fondazione Roma, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, il supporto organizzativo di MondoMostre e il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, l’esposizione ripercorre e svela come Dalì sia riuscito a diventare l’artista surrealista oggi universalmente riconosciuto. E cioè grazie al profondo studio e alla sincera ammirazione dei 'mostri sacri' del passato, tra tutti Raffaello. Sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí e la curatela di Carme Ruiz González e Lucia Moni, la rassegna ha voluto anche celebrare la ricorrenza del centenario dalla prima mostra personale dell’artista spagnolo.

 


CINEMA
Il fenomeno Zalone
merita più attenzione

Articolo di: Virginia Imbriani

Virginia Imbriani

Dopo sei  anni da ‘Tolo Tolo’, il buon Checco Zalone torna a far parlare di sé con un nuovo record di incassi durante le festività natalizie. ‘Buen Camino’, il suo nuovo film uscito nelle sale proprio il giorno di Natale e diretto dal suo regista storico, Gennaro Nunziante, mescola satira sociale e viaggio spirituale senza mai rinunciare a quell'ironia che lo ha reso famoso. Zalone, questa volta, interpreta un ricco milionario produttore di divani pugliesi. La storia racconta della vita del personaggio ricco e viziato, pronto a comprare con i soldi tutto e tutti, mentre invece si ritrova a percorrere, per  inseguire figlia adolescente in fuga, il ‘Cammino di Santiago’ nel suo modo assurdo e bizzarro. Il cuore del film è lo scontro tra il narcisismo del protagonista e la semplicità estrema dei pellegrini. Zalone mette in risalto la vita opulenta, regalandoci 'gag' sulla fatica fisica e in merito alle scelte di frugalità.  Ma in questa pellicola, il regista ha voluto evidenziare uno Zalone ancora più 'spinto', toccando tutti i temi di oggi: dal rapporto genitoriale alla malattia, dalle Torri Gemelle a Gaza, dall’omofobia alla cristianità. Tuttavia, c’è una maturità nuova: se in passato il suo personaggio era la vittima ignorante della società, oggi si presenta più forte, consapevole e inaspettato.


RECENSIONI
E lui sarà Levon
Articolo di: Lucilla Corioni

Lucilla Corioni

‘E lui sarà Levon’, il nuovo romanzo di Alessio Pizzicannella, arriva in libreria e negli store digitali con una voce misurata e riconoscibile, capace di lasciare un segno duraturo nel lettore. Pubblicato da Jasa Edizioni, il libro è un affresco corale e visionario dell’America contemporanea. Un racconto che intreccia amore e disincanto, desiderio di salvezza e inevitabile caduta. Ambientato a Los Angeles, ‘città-miraggio’ dove la purezza convive con la dipendenza e la speranza cammina accanto alla disperazione. Il romanzo si muove come una preghiera spezzata. Qui la fede non è più un rifugio, ma una merce, mentre la ricerca di senso diventa strumento di potere. Pizzicannella osserva questa deriva con uno sguardo innamorato e crudele, lasciando che siano i suoi personaggi, fragili, affamati e imperfetti, a raccontare la lotta quotidiana tra ciò che si sogna e ciò che resta. Le storie s’intrecciano come mani che cercano appiglio: c’è chi tenta il riscatto e chi sopravvive giorno per giorno; chi crede ancora e chi ha smesso, ma non riesce a dimenticare come si fa. Los Angeles diventa, così, una metafora del nostro tempo. Un luogo in cui tutto brucia: gli ideali, i corpi e le speranze, dove ognuno prova a salvarsi dal proprio incendio personale. E’ qui che il romanzo assume una dimensione profondamente romantica. Nessuna ricerca di un lieto fine, solo tanta ostinazione di chi continua a cercare, anche quando sa che potrebbe non trovare nulla.