Lo scorso 2 novembre 2009, la Corte europea per i Diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe “è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. Tale sentenza ha fatto esplodere la polemica sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Per tutti i cristiani, ben oltre un miliardo nel mondo, Cristo – Figlio di Dio e Dio oltre che uomo Egli stesso – ha predicato uguaglianza e fraternità di donne e uomini quando e dove si considerava legale la schiavitù con diritto di vita e di morte del padrone sullo schiavo. Quel crocifisso rappresenta Dio fattosi uomo “obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Paolo Apostolo, Fil. 2, 6-8). Accadeva duemila anni fa, quando la schiavitù era legale nelle legislazioni greca e romana. Dati gli interessi che toccava, Cristo finì in croce perché in quel contesto predicava amore e libertà. Idea stravolgente. Sia concettualmente che economicamente. Dopo di Lui tanti sono morti per la difesa degli stessi principi, come ad esempio Martin Luther King jr. ucciso a Memphis nel 1968.