Luigi Crespi

Credo che dopo tre giorni di celebrazioni e di un Berlusconi che abbiamo ascoltato in ogni singolo intervento al congresso, dove non è mai mancata la citazione colante di lode al leader massimo, Silvio alla chiusura potesse sentirsi appagato. Invece, è partito addirittura con l’autocitazione stucchevole e superflua, anche se stampata in carta pergamenata, del suo discorso di debutto del 1994. Ma a parte questa ‘scivolata’, il discorso di chiusura è stato maturo ed efficace. Credo addirittura che, per la prima volta, non abbia pronunciato la parola “comunisti”. Ha saputo tracciare la sintesi del futuro del suo partito e del suo governo, un partito post ideologico, inclusivo e moderno, che ha saputo infondere fiducia e speranza sulla crisi. “Non lasceremo indietro nessuno” è uno slogan efficace e ha parlato di riforme con convinzione. Mi pare che oggi si sia inoltre aperto un fronte dialettico con Fini, il quale non era presente in sala (gesto significativo in sé). Infatti, al netto di “farfalle e calabroni” sulle riforme istituzionali, Berlusconi ha replicato che lui e il suo governo le avevano già fatte nel 2005 e, per colpa della sinistra, non si sono realizzate, dimenticandosi che quel progetto di riforma fu bocciato da un referendum popolare. Sul testamento biologico, altra questione posta da Fini, Berlusconi ha fatto sapere di essere d’accordo, ma nel suo discorso non ha toccato l’argomento e il suo “essere d’accordo” non si capisce se cambierà il percorso di quella “leggiaccia” che sta per essere cantierata dal nostro parlamento. Sono d’accordo certamente sui maggiori poteri al Premier, in quanto bisogna compensare il vuoto tra la percezione della gente che vota per un premier e si ritrova un presidente del consiglio. Anche se questo non è certamente il primo problema istituzionale del nostro Paese, dotarci di istituzioni meno pletoriche è di vitale importanza. Il sondaggio di giornata ha attribuito, secondo il premier, il 44% dei consensi visto che partiva dal 43,2 le prime 2 giornate hanno reso solo lo 0,7%: poco! I nostri sondaggi sono ancora fermi al 40%, ma siamo datati alla settimana scorsa e noi rilevazioni di domenica non ne facciamo. Vedremo se nei prossimi giorni se ci saranno delle conferme e se la corsa al 51% ha qualche fondamento. Comunque, complessivamente il congresso mi è apparso sotto tono: meglio quello di An, dove il dibattito è apparso meno paludato, meno retorico e condizionato e dalla santificazione del leader carismatico. Gli interventi che si sono ripetuti a raffica erano ripetitivi, noiosi, spesso mal fatti e ancor peggio interpretati. Si sono distinti in pochi, tra cui segnalo Formigoni, Tremonti per i contenuti, Brunetta per l’emozione, Sacconi per l’attacco e, naturalmente, Fini per il coraggio. Tra i peggiori: Ronchi, Giovanardi e la Gelmini. Anche se la cosa veramente insopportabile è stata la musichetta tra un intervento e l’altro, che al quarantesimo oratore si era trasformata un incubo. Concludendo, credo che su una cosa Berlusconi abbia ragione: la nascita del PdL è un evento storico con cui il nostro Paese dovrà fare i conti nei prossimi decenni.




(articolo tratto dal sito www.clandestinoweb.com)
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Antonio - Foligno/Italia - Mail - mercoledi 1 aprile 2009 17.14
Altro che Berlusconi maturo, quello che si Ŕ visto Ŕ semplicemente un megashow ad uso e consumo dei gonzi, con tanto di autoincoronazione spacciata per plebiscito popolare e di siparietti "telefonati" di circostanza e mal recitati. Una specie di grande televendita, con figuranti a riempire le poltrone vuote, quattro slogan ritriti, e un po' di attacchi stantii alla sinistra. Mi ha ricordato le premiazioni nel call center di "Tutta la vita davanti". Quanto alle conclusioni dell'articolo del buon Crespi, forse si dovrebbe vedere cosa accadrÓ al venir meno del Berlusca prima di profondersi in peana.
francesco - italy - Mail - mercoledi 1 aprile 2009 14.56
Crespi , ma quale film hai visto? Sei sicuro di aver guardato il congresso della PDL? La tua mi sembra una bella leccata nostalgica al Cavaliere!!! ma non ti si ripiglia, credimi non te vole....Puoi andare solo con i socialisti di Craxi!
Emanuele - Sarnico - Mail - lunedi 30 marzo 2009 14.16
Manca solo un alleluia finale e una statua allegata e l'ode al nulla sarÓ completa.


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