Vittorio LussanaLe differenze tra nord e sud del mondo sono il principale problema del pianeta Terra. La stessa Chiesa cattolica ha più volte richiamato i governi occidentali ad affrontare la questione, in particolare quella relativa a una redistribuzione delle ricchezze più equa ed efficace. Ecco per quale motivo insistiamo su una corretta interpretazione dei fatti storici relativi alla caduta del muro di Berlino del 1989: non si è trattato affatto della vittoria del capitalismo sul socialismo 'coatto', bensì della democrazia sui sistemi assolutisti e totalitari. Persino l'accusa di relativismo che noi laici abbiamo dovuto tollerare per anni (sic!) discende da questo 'equivoco storico'. Il vero problema non è quello di rivolgere nostalgicamente il nostro sguardo verso un mondo diviso in blocchi contrapposti, in cui si confrontavano una religione atea, il comunismo, contro le religioni vere e proprie. Si tratta, invece, di rivedere tutta la nostra politica, in particolar modo nei confronti dell'Africa. Occorre, cioè, ridisegnare una 'mappa' degli aiuti ai Paesi del 'Terzo mondo', i quali non possono essere elargiti in base a progetti che favoriscono la corruzione delle burocrazie locali e degli organismi internazionali. L'alternativa più valida sarebbe quella di coinvolgere i contadini dei Paesi poveri a impostare uno sviluppo agricolo 'meccanizzato', in grado di fungere da 'base' per il successivo progresso industriale, a sua volta accompagnato da buone politiche educative, culturali e sociali. Una seconda questione riguarda una forma di neo-colonialismo che l'occidente, in forme più o meno dissimulate, mantiene ancora oggi come atteggiamento politico complessivo, vincolando i Paesi africani a subordinare la campagna rispetto alle grandi città. Ciò finisce con l'imporre ai contadini dei Paesi poveri dei 'prezzi politici', funzionali a calmierare, in particolare, quelli dei prodotti alimentari. Ciò scoraggia la produzione di ogni 'surplus', costringendo i governi locali a indebitarsi con l'estero per l'importazione di cereali e di derrate alimentari, determinando altresì la malnutrizione di milioni di esseri umani, soprattutto dei bambini. Il prezzo 'politico' favorisce le burocrazie cittadine, che utilizzano le loro risorse interne a basso costo per poter 'consumare' beni superflui, imitando in forme 'caricaturali' il nostro modello di vita. Viceversa, il coinvolgimento dei contadini e delle unità produttive alla gestione della cosa pubblica e, nello specifico, dell'economia, potrebbe generare un surplus di produzione agricola da immettere sui mercati internazionali, vincendo le resistenze dei Paesi occidentali, i quali possono anche avere qualche barlume di ragione nel voler proteggere le proprie produzioni interne, ma poi non possono pretendere di devastare i mercati dei Paesi poveri. Stati che, quando vendono i loro prodotti alle nostre aziende a basso costo, nessuno dice niente, ma se si presentano direttamente sui mercati, come accaduto, per esempio, con la Cina, ci inducono a invocare protezionismi e dazi doganali: se questa non è ipocrisia, allora qualcuno venga a dirci di cosa si tratta... Per scardinare la dipendenza culturale dal capitalismo più selvaggio e ricattatorio dovremmo impedire, innanzitutto, quei processi di 'deculturazione' che spingono i Paesi poveri verso un'urbanizzazione delirante. Inoltre, bisognerebbe combattere la formazione di dittature o di 'elites' ristrette nei sistemi di governo asiatici e africani, coinvolgendo maggiormente le giovani generazioni scolarizzate affinché gettino le fondamenta dei loro sistemi democratici interni, superarando le antiche diatribe etniche o tribali. In poche parole, i problemi del cosiddetto 'Terzo mondo' dobbiamo risolverli, prima di tutto, qui da noi, comprendendo che il livello di vita che conduciamo è fondato su una massa di iniquità che non sarà possibile perpetuare in eterno. Sono queste le vere cause dell'esodo 'biblico' proveniente dal continente africano: il nostro problema, oggi, è quello di dover 'restituire' a queste popolazioni ciò che, per tanti secoli, abbiamo loro sottratto. Ma dato che una cosa del genere, esponenti come Matteo Salvini o Giorgia Meloni non la comprenderanno mai, nel loro 'delirio' piccolo borghese, noi laici continueremo a farci lunghe e grasse risate innanzi a crisi, scontri e dibattiti televisivi assolutamente ridicoli, che evidenziano come la selezione di una classe politica degna di questo nome sia, anche per il mondo occidentale, un fattore determinante. Gli italiani possono votare per il Partito che vogliono e il leader che preferiscono, anche fosse un ex calciatore, un domatore di elefanti o un personaggio 'disneyano' qualsiasi. Ma quando comprenderanno che i Partiti e gli esponenti politici veramente all'altezza di questioni di questo genere e dimensioni sono divenuti un'esigua minoranza, allora non solo rivaluteranno l'Unione europea in quanto entità sovranazionale, ma costringeranno noi laici, qualche socialista sopravvissuto e il 'buon' Papa Bergoglio ad aggirarci vittoriosi tra le macerie di un Paese che non vuole mai cambiare nulla, incapace di comprendere un problema qualsiasi poiché divenuto 'piatto', illogico, totalmente privo di lungimiranza. Un panorama desolante, a cui gli italiani del futuro, ovvero i figli di immigrati nati sul suolo italiano, dovranno mettere una 'pezza a colori', con quella stessa umiltà e quella medesima speranza che gli italiani dell'immediato dopoguerra avevano e che quelli di oggi non possiedono più. Buone vacanze, carissimi italiani. Rilassatevi e divertitevi, prima che arrivi l'uomo 'nero' che vi spaventa tanto.




Direttore responsabile di www.laici.it e della rivista mensile 'Periodico italiano magazine' (www.periodicoitalianomagazine.it)

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Roberto - Roma - Mail - domenica 13 agosto 2017 6.7
Buon Ferragosto.
Cristina - Milano - Mail - martedi 8 agosto 2017 12.33
Tutto cio' che accade nel mondo e' dovuto all'arroganza ed alla "millantata" superiorita' occidentale. Ma rimane il fatto che non siamo in grado di accogliere piu' nessuno, soprattutto i "finti" profughi...Questi ultimi difficilmente riescono a salvarsi durante il viaggio in mare. Povera gente. Siamo al collasso totale...
Alba - Fabrica di Roma (VT) - Mail - martedi 8 agosto 2017 0.54
Non č l'uomo nero che mi preoccupa (e comunque non mi spavento facilmente) sono le varie forme di fascismo mascherato da democrazia che stanno prendendo forma nel mio Paese e vanno estendendosi sempre pių fino a occupare paesi e continenti sostituendo le democrazie precedenti con regimi autoritari. E nessuno sembra avere alcuna voglia seriamente di contrastare tutto questo.


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